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sabato, Febbraio 23, 2019
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Emergenza Xylella in provincia di Brindisi: sono 148 le nuove piante infette

Emergenza Xylella nell’Alto Salento: altre 148 le piante risultate infette in provincia di Brindisi.

E’ la zona tra Carovigno e San Vito dei Normanni quella più colpita. Nei due comuni i monitoraggi hanno accertato la presenza del batterio in 128 ulivi: ben 99 nel territorio sanvitese. Si tratta di saggi per campioni già del 2019 e che hanno riguardato interamente una zona “infetta”, secondo le delimitazioni ufficiali.

In questo caso le procedure di contrasto prevedono l’abbattimento solo delle piante risultate malate. Un fronte trasversale, per quanto riguarda gli ultimi accertamenti dell’ Arif, dal mare verso l’entroterra della provincia di Brindisi, che non ha risparmiato neanche altri comuni, San Michele Salentino e Latiano –come anche riportato dal portale info-xylella- dove le analisi dei laboratori, hanno confermato la presenza di ulivi colpiti dal batterio, seppur in numero minore rispetto alle zone più verso la fascia costiera.

Non è escluso che l’infezione, soprattutto nel territorio di Carovigno, abbia potuto riguardar piante che rientrano nella “Piana dei Millenari”, la lunga fascia costiera dal nord brindisino fino a Monopoli, dove c’è la maggiore concentrazione di ulivi plurisecolari. Sulla tutela di questo patrimonio non solo naturale, ma anche paesaggistico ed economico per gli operatori della zona, da tempo è stato avviato un confronto tra le istituzioni regionali e locali, per prevedere misure finalizzate al recupero e soprattutto al non abbandono definitivo di queste aree. Tra le soluzioni avanzate anche quelli del reimpianto sui “monumentali” attraverso l’innesto di cultivar resistenti come il leccino. Nelle ultime ore su questo fronte ci sono state diverse iniziative portate avanti da Federparchi Puglia e dal comitato Anti-xylella dell’ Alto Salento per individuare una strategia unica, che possa essere un argine all’avanzata della malattia verso il nord della Regione.

Incontri informativi, che devono far conto con una realtà dei monitoraggi, che ormai anche per questa zona della provincia di Brindisi, come da tempo è rappresentato nel leccese, conferma la presenza costante del batterio.

Intanto, però, l’ Arif in queste ore sta definendo le linee guida per avviare i controlli anche nella zona indenne. Giovedì a Martina Franca il direttore dell’ Arif Mimmo Ragno ha incontrato i 150 agenti fitosanitari che stanno effettuando i monitoraggi per gli uliveti, per accertare la presenza di xylella fastidiosa.

Un confronto diretto con chi quotidianamente è impegnato nel prelievo dei saggi destinati poi ai laboratori di analisi convenzionati con la regione Puglia. Nell’iniziativa che si è svolta in provincia di Taranto sono state avviate le procedure che di qui a qualche settimana porteranno gli stessi agenti ad essere presenti nelle realtà anche a nord di Bari.

La Brio Service non sbaglia più un colpo, vince dominando contro la Dinamo Putignano. QUI LE INTERVISTE

È un’altra magica domenica la scorsa per la Brio Service Carovigno che vince e convince nel big match contro la terza forza del campionato, la Dinamo Putignano di coach Morè.

Il risultato è impietoso, i ragazzi di coach Gianpaolo Amatori girano alla perfezione e non danno scampo a nessuno, nemmeno ad un’ottima squadra come Putignano che non perdeva da sei partite e veniva a Carovigno per dimostrare tutto il suo valore.

L’inizio dei carovignesi è pressoché perfetto, Monna, Bove e Valentini colpiscono subito e indirizzano il match sin dalle prime battute. Putignano prova a reagire con le triple di Lorusso ma non riesce a contenere lo strapotere offensivo dei padroni di casa che mettono in ritmo anche Dipietrangelo e chiudono il primo quarto con il punteggio di 22 a 12.

Il secondo quarto la musica non cambia ma cambiano gli attori, Ivano De Leonardis inizia a far impazzire la difesa del Putignano con ottime giocate, Zito e Agresta infilano tre bombe consecutive e il divario si allarga notevolmente. Putignano le prova tutte in difesa, coach Morè accenna il pressing e la zona ma la corazzata di Amatori non sbaglia quasi nulla e chiude all’intervallo lungo con il punteggio di 43 a 22.

Al rientro dall’intervallo Putignano prova a suonare la carica con i canestri di Di Bello e Gentile, il Carovigno si limita a gestire in attacco ma cala notevolmente in difesa concedendo qualche canestro di troppo. Come al solito nei momenti di difficoltà Bove e Monna fanno la voce grossa e infilano quattro triple consecutive a cui si aggiunge la quinta di Travaglini che ammazza il rientro degli ospiti. Risultato di fine terzo quarto 60 a 40.
Il quarto periodo è nuovamente dominio Carovigno che non concede più nulla agli avversari e in attacco domina sotto le plance con Valentini e Monna, nuovo break e partita definitivamente in cassaforte con il risultato di 75 a 46.

La Brio Service Carovigno infila così la settima vittoria consecutiva e blinda prepotentemente il secondo posto in classifica portandosi temporaneamente a +6 sulle diretti concorrenti, Taranto e Putignano.

La partita vista oggi è l’essenza degli ultimi due mesi del Carovigno, una squadra che domina, che lotta, che soffre, che non si arrende mai e che fa della difesa il suo punto di forza. Coach Amatori ha racchiuso al meglio le potenzialità dei suoi ragazzi e continuerà a lavorare per migliorare ancora e per poter continuare a sognare sapendo che la strada è quella giusta ma ancora lunga e piena di insidie, a cominciare dalla difficile trasferta di domenica a Noicattaro.

Chiudiamo ringraziando il meraviglioso pubblico presente che ha sostenuto la squadra per tutti i 40 minuti di fronte ad una cornice e ad un clima davvero bello con quasi tutti i bambini del centro minibasket presenti. Complimenti a tutti e forza Carovigno!

I particolari nel video servizio

Tabellini: Zito 5, De Leonardis I. 4, Di Napoli 1., Agresta 6, Travaglini 3, Tamborrino, Monna 19, Dipietrangelo 10, Valentini 14, Bove 13.

Uff. Stampa ASD Carovigno Basket

I reflui del depuratore non inquinano il mare di Torre Guaceto

Sentenza del Tribunale di Brindisi, assolti perchè il fatto non sussiste dirigenti AqP e Regione Puglia

I reflui del nuovo depuratore consortile di Bufalaria immessi nel Canale Reale poco prima della sua foce nella baia di Torre Guaceto, in piena zona A di tutela integrale dell’Area marina protetta, non hanno causato inquinamento. Si è concluso venerdì 15 febbraio con sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” il processo a carico di due dirigenti della Regione Puglia e di due dirigenti di Acquedotto Pugliese SpA, imputati a vario titolo di aver alterato le acque dell’oasi marina protetta di Torre Guaceto.

Ne hanno dato notizia stamani gli avvocati Michele Laforgia e Giovanni Orfino dello Studio Polis Avvocati di Bari, difensori dell’Ing. Andrea Zotti, dirigente dell’Ufficio Attuazione e Gestione della Regione Puglia all’epoca dei fatti. “All’esito di un dibattimento durato quasi tre anni – hanno detto gli avvocati Laforgia e Orfino – il giudice monocratico del Tribunale di Brindisi, dott. Ambrogio Colombo, ha assolto tutti gli imputati per insussistenza del fatto, evidentemente ritenendo che, come dimostrato dalledifese, non vi sia stata alcuna alterazione dell’habitat all’interno della riserva marina protetta”.

L’accusa riteneva che lo sversamento dei residui prodotti dall’impianto (che serve i Comuni di Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni) all’interno del Canale Reale e, per l’effetto, nelle acque della riserva marina di Torre Guaceto, sarebbe avvenuto in violazione del divieto di modificazione delle caratteristiche dell’ambiente marino protetto, sancito dall’articolo 19 della legge 394/1991 (‘Legge-quadro sulle aree marine protette’).

Ai dirigenti della Regione Puglia, in particolare, veniva contestato di aver redatto – su richiesta di AqP – la determina numero 136/2014 con cui fu autorizzato lo scarico dei reflui del depuratore consortile di Bufalaria nel Canale Reale, violando le disposizioni di legge in materia, e di non aver impedito pertanto ad Acquedotto Pugliese, gestore dell’impianto, di alterare le acque dell’Area marina protetta di Torre Guaceto.

L’ing. Zotti ha concesso un’autorizzazione provvisoria all’esclusivo fine di impedire il protrarsi di una situazione di inquinamento conclamato, costituita dallo sversamento in falda dei liquidi fognari, oltre che porre fine all’infrazione comunitaria risalente al 2012, consentendo il funzionamento di un impianto di ultimissima generazione in grado di assicurare un impatto ambientale pari a zero”, dichiarano gli avvocati Laforgia e Orfino.

Nel corso del dibattimento, i legali hanno dimostrato come non vi sia stata alcuna ‘alterazione’ delle acque, non essendosi verificato alcun superamento di soglia rispetto ai limiti di legge. E’ stato anche evidenziato dalla difesa come i dirigenti della Regione Puglia siano stati obbligati dalla necessità di fronteggiare una situazione contingente ad adottare l’unica soluzione materialmente possibile, per un periodo limitato, in attesa dell’entrata in funzione della condotta sottomarina di Apani che porterà i reflui in mare aperto, e i cui lavori sono stati già avviati.

Contro l’immissione dei reflui nelle acque di Torre Guaceto si erano schierate diverse associazioni ambientaliste e comitati, sostenendo invece che la soluzione adottata violasse la legge. In un instant-book frutto di un “viaggio” lungo il Canale Reale, Tonino Mosaico dirigente del Partito comunista, e l’antropologo Antonio Palmisano avevano invece testimoniato come fossero invece altri i problemi aperti riguardo la tutela del corso d’acqua: le immissioni abusive, gli scarichi di altri depuratori comunali (quelli di Francavilla Fontana, Ceglie Messapica e Latiano) non certo moderni come quello di Bufalaria, l’assenza di manutenzioni da parte del Consorzio dell’Arneo. Tutti temi aperti oggi mentre i Comuni interessati dal corso del Reale lavorano ad un progetto di rinaturalizzazione del corso d’acqua, che le sorgenti a Villa Castelli.

Consorzio di Torre Guaceto e Scuola internazionale uniti per la formazione dei piccoli studenti

Negli ultimi giorni, la Riserva di Torre Guaceto ha ospitato due esperienze in natura dei piccoli scolari della “Quality Schools International” di Brindisi.

La prima visita è stata quella di una classe elementare. Accompagnati dal responsabile sicurezza della scuola, Cristiano Ruiu, e dal personale del Consorzio, i bambini hanno visitato la spiaggia di Punta Penna Grossa per una lezione pratica di scienze sull’erosione costiera causata dagli agenti atmosferici.

I giovani studenti hanno poi visitato il Centro Recupero Tartarughe Marine “Luigi Cantoro”. Qui i piccoli hanno appreso la storia degli animali attualmente ospiti della struttura e le cause del loro malessere, in alcuni casi riconducibili all’inquinamento del mare, in altri alla pesca accidentale o al ferimento in acqua.

“Grazie alla visita al Centro – ha raccontato il responsabile della QSI, Ruiu -, gli studenti delle elementari si sono appassionati alla struttura a tal punto da parlarne, una volta tornati a scuola, con i loro compagni della classe materna, i quali, poi, in occasione della lezione sui ‘Giganti della Natura’ hanno chiesto a loro volta, di poter visitare la spiaggia di Punta Penna Grossa ed ammirare le tartarughe ospiti del ‘Luigi Cantoro’”.

Dalla seconda richiesta, all’arrivo a Torre Guaceto degli studenti delle materne, il passo è stato breve ed è stata una grande festa sia per i bambini, che per gli adulti addetti ai lavori.
“Le esperienze a Torre Guaceto – ha spiegato Ruiu-, sono state emozionanti e indimenticabili per i nostri piccoli studenti. Come responsabile della sicurezza e della manutenzione della scuola, ogni giorno collaboro con il valido e consapevole aiuto degli insegnanti, affinché tutti i nostri studenti crescano imparando il rispetto altrui e l’amore per il nostro pianeta. In molti, inoltre, siamo sostenitori di numerose associazioni per la salvaguardia dell’ambiente”.

La scuola brindisina si spende ogni anno per trasmettere agli studenti l’importanza del vivere civile.  “Oltre ad offrire un’educazione scolastica di qualità – ha sottolineato Ruiu -, la QSI insegna ai propri alunni i valori fondamentali per la loro vita di studenti e, successivamente, di cittadini del mondo. Questi valori, chiamati ‘success orientations’ sono: affidabilità, responsabilità, considerazione per il prossimo, gentilezza e cortesia, interazione di gruppo, apprezzamento estetico, quindi, senso del decoro e rispetto per l’ambiente, spirito di iniziativa.

Questi valori vengono messi in pratica tramite le iniziative che la scuola intraprende periodicamente. Alcuni esempi sono la donazione di materiale scolastico ad una scuola che opera in Tanzania e all’associazione Migrantes di Brindisi, e la pulizia di alcune spiagge del territorio. Per questo motivo, speriamo di prendere parte alle iniziative per la salvaguardia dell’ambiente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto che avranno luogo nei prossimi mesi. Se il mondo ottiene qualcosa di buono – ha chiuso Ruiu -, è specialmente grazie a persone come gli operatori dell’ente gestore dell’area protetta”.

Come riportato dal personale della QSI, l’esperienza a Torre Guaceto è stata preziosa per i piccoli studenti, ma lo è stata altrettanto per il Consorzio di Gestione, perché solo piantando il seme della tutela ambientale nelle nuove generazioni si può avere la certezza che il naturale ricambio generazionale non porterà con sé un minore attaccamento alla Riserva.

Carovigno, attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope.

I Carabinieri hanno rinvenuto in località Punta Penna Grossa, 14 kg di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”.

Nell’ambito degli specifici servizi effettuati e finalizzati al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, ed in conseguenza delle frequenti perlustrazioni nelle zone ritenute più sensibili al particolare fenomeno nel territorio, i Carabinieri della Stazione di Carovigno hanno rinvenuto in località Punta Penna Grossa un involucro in cellophane sigillato contenente 14 kg di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”.

La sostanza rinvenuta è stata sottoposta a sequestro e sono in corso le indagini al fine di identificare sia i destinatari dell’ingente quantitativo di stupefacente sia i canali di approvvigionamento della sostanza. Nessuna ipotesi viene tralasciata, ivi compreso anche l’eventuale carattere transnazionale del particolare ritrovamento.

Torre Guaceto, l’impianto di irrigazione arriva prima della condotta

Dopo cinque anni, la condotta sottomarina che dovrebbe portare lontano dalle spiagge di Torre Guaceto le acque di depurazione degli impianti fognari di San Vito dei Normanni, Carovigno e San Michele Salentino deve essere ancora completata.

Alla foce del Canale Reale, attuale recettore delle acque, la scorsa estate, i bambini facevano tranquillamente il bagno.

La storia infinita dell’impianto di depurazione che scarica nel cuore della Riserva protetta e della relativa condotta sottomarina si incrocia con un progetto di irrigazione che la Regione Puglia ha affidato al Consorzio di Torre Guaceto per un importo di poco meno di sette milioni di euro. Questo progetto, che il Consorzio gestisce con l’autonomia propria di una società privata al contrario degli altri lavori, procede a gonfie vele.

Fino al 2014 le acque reflue delle fognature di Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni venivano trattate da impianti primari che poi scaricavano nel sottosuolo (Carovigno in due voragini in località Vigna della Marina, San Vito in una voragine in località Paduli e San Michele in una voragine in località Aleni).

Il Canale Reale, uno dei rari corsi d’acqua presenti tra il Salento e la Bassa Murgia, dopo un percorso di 48 chilometri a partire dal territorio di Villa Castelli raggiunge il mare Adriatico in località Iazzo di San Giovanni, nei pressi di Torre Guaceto. Nel Canale Reale, nel rispetto dei valori limite previsti dalla legge, scaricano anche gli impianti di depurazione al servizio del comuni di Ceglie, Latiano e Francavilla Fontana.
Nel 2012 terminano i lavori di costruzione di un depuratore circondariale in contrada Bufalaria a Carovigno. L’impianto, necessario per adeguarsi alle Norme dell’Unione Europea, viene costruito in consorzio tra i Comuni di San Vito, San Michele e Carovigno per collegare le relative reti fognarie.

Si pone però il problema di dove scaricare le acque reflue. Sempre nel 2012 l’Acquedotto Pugliese (nelle more dei lavori di funzionalizzazione e prolungamento di una condotta sottomarina già esistente che avrebbe consentito di scaricare i reflui depurati in alto mare) attiva le procedure per avviare l’impianto di depurazione prevedendo lo scarico delle acque depurate nel canale e reale e quindi nella zona A della riserva marina. Con il ricorso del 12 dicembre 2012 il Consorzio di Torre Guaceto chiede e ottiene dal Tar l’annullamento, previa sospensiva dell’autorizzazione allo scarico.

Del resto in quegli stessi giorni l’attivazione del nuovo impianto era divenuta impossibile perché qualcuno aveva sabotato il collettore di collegamento tra il depuratore di contrada Bufalaria Carovigno e il Canale Reale.

Per due anni non si parla più di questa questione, alla fine del 2014, l’AQP – con autorizzazione regionale documentata da studi sull’impatto ambientale – decide di attivare la nuova rete, mettendo in moto il depuratore e scaricando le acque reflue nel Canale Reale.
Il Consorzio reagisce con durissime dichiarazioni dell’allora presidente Mariella Milani, mentre gli ambientalisti organizzano manifestazioni di protesta e il mondo politico produce ben otto interrogazioni parlamentari. Partono vari esposti in Procura e vengono effettuate analisi delle acque da parte dell’Arpa che confermano nello scarico valori fuori norma di coliformi fecali e azoto, almeno nei primi giorni di attivazione del depuratore.

Anche questa volta il Consorzio, come già fatto nel 2012, presenta ricorso al TAR e al magistrato superiore delle Acque. Interviene anche il ministero dell’Ambiente che invia sul posto l’ammiraglio Aurelio Calagiore, capo del Reparto Ambientale Marino del Ministero dell’Ambiente, il quale dichiara che gli scarichi devono essere immediatamente bloccati.
Il Tar è non emette una sospensiva ma prende tempo in attesa di una riunione tra le parti fissata a Bari per il 27 ottobre 2014.

Venti giorni prima, il 7 ottobre vi è una specie di incontro preparatorio al quale partecipano tra gli altri gli assessori regionali Giannini e Barbanente e in rappresentanza del Consorzio di Torre Guaceto il direttore Alessandro Ciccolella. In questo incontro tutti concordano che è necessario accorciare i tempi per la realizzazione della condotta sottomarina: “Detti tempi – si legge nel verbale saranno contenuti entro i primi mesi del 2016”. Viene anche concordato che per ridurre o azzerare la portata dello scarico nel canale Reale dei reflui affinati saranno realizzate in pochi mesi trincee disperdenti che diventeranno un recapito “complementare/alternativo” a quello del canale Reale.

Attenzione a questi due aggettivi: complementare e alternativo, essi hanno un significato profondamente diverso e successivamente saranno oggetto di strani “malintesi”.
Il 27 ottobre all’incontro ufficiale dove è la presidente Milani a guidare la delegazione del Consorzio di Torre Guaceto, la posizione del consorzio si ammorbidisce perché la realizzazione di trincee drenanti e disperdenti sulla terraferma e al di fuori dell’area protetta sono un recapito “alternativo” (e non “complementare”) al Canale Reale.”

“La realizzazione delle trincee drenanti disperdenti, quale destinazione alternativa e non complementare al Canale Reale – si legge nel comunicato diffuso dal Consorzio quel giorno – è sicuramente un passo in avanti rispetto alla situazione attuale. È anche importante l’impegno assunto da parte della Regione e dell’Aqp rispetto i tempi di realizzazione, che porteranno alla chiusura dello scarico nel Canale Reale entro circa 4 mesi, periodo durante il quale il Consorzio vigilerà attentamente sul rispetto dei tempi”.

La Milani dunque (che non aveva partecipato all’incontro preliminare in cui si era parlato di “alternativo/complementare”) è convinta che la realizzazione delle trincee eviterà il trasferimento dei reflui nel mare dell’Area Marina Protetta, in attesa della condotta. Ma si sbaglia.

Le trincee vengono seppur con grande ritardo realizzate ma non interromperanno il flusso dei reflui nel Canale Reale perché quando nel 2016 entrano in funzione AQP allaccia contestualmente il depuratore al Comune di Carovigno e lo scarico nel canale continua esattamente come prima. Il tutto considerato legittimo perché nella procedura di VIA approvata nel maggio 2015 alla presenza e con l’approvazione del Direttore Ciccolella la Regione conferma quanto era stato concordato nella pre- riunione del 5 ottobre 2014: le trincee possono essere “complementari”.

Eppure nel dicembre 2015 l’assemblea consortile di Torre Guaceto revoca i ricorsi al TAR e al magistrato delle acque motivando la revoca con il fatto le trincee sono “alternative e non complementari al canale reale”.
Altra cosa singolare è che, nonostante un accordo formale, il Consorzio si costituisca parte civile nel processo contro i funzionari della regione e dell’acquedotto responsabili dell’apertura dell’impianto.

Negli anni successivi al 2016 fino ad oggi non cambia nulla. Le acque del depuratore finiscono nel canale Reale e da qui sulla spiaggia di Apani. I lavori per la realizzazione della condotta sottomarina (che dovevano essere completati nei primi mesi del 2016) sono ancora in corso. Invece lo studio preliminare da 18 mila euro presentato alla regione dal Consorzio nel 2016 per la gestione per il riutilizzo in agricoltura delle acque depurate provenienti dall’impianto consortile viene rapidamente approvato e finanziato dalla Regione Puglia con sei milioni e mezzo di euro che non vengono affidati ai comuni coinvolti (Carovigno e Brindisi) ma direttamente al Consorzio.

Mentre i lavori della condotta procedono faticosamente, il progetto per l’irrigazione compie tutto l’iter a velocità supersonica tanto che le somme sono accreditate al Consorzio già nel 2018. Il Consorzio gestirà autonomamente questa considerevole somma di denaro affidando appalti e gestendo tutto quanto necessario ad un impianto che porterà acqua in una zona comunque già umida di suo e nella quale gli agricoltori attingono per irrigare (comodamente e con costi minimi) dalle falde presenti a due metri di profondità sotto i loro terreni.

Nel frattempo ciò che avviene alla foce del Canale, sulla spiaggia della Riserva Marina, sembra non essere più un problema primario. Il primo presidente del Consorzio, Elio Lanzillotti, che negli ultimi anni è stato protagonista di un’autentica levata di scudi contro la gestione del Consorzio di Torre Guaceto, è stato querelato per diffamazione dal suo penultimo successore Vincenzo Epifani e rinviato a giudizio. “Nessun problema – dichiara Lanzillotti – In quella sede, davanti al giudice, avrò finalmente la possibilità di portare tutta la documentazione che supporta i miei timori e le certezze che ho acquisito sulla gestione della Riserva nel corso di questi ultimi anni”.

Carovigno. Arrestate due persone per spaccio di stupefacenti.

Carovigno: arrestate due persone del luogo per detenzione al fine di spaccio di stupefacente. Sono state trovate in possesso di circa 170 grammi di cocaina purissima e 300 grammi di sostanza da taglio.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni hanno tratto in arresto in flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente M. F. 35 enne e S. A. 30enne entrambi del luogo, rispettivamente cameriere e barista. I due uomini sono stati controllati in contrada Colacurto luogo frequentato da giovani dediti all’uso di sostanze stupefacenti. Nel corso della perquisizione personale effettuata al 35enne, occultato all’interno del giubbotto è stato rinvenuto un involucro chiuso con nastro isolante di colore nero, contenente 30 dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e nel portamonete una banconota da 20,00 €.

Contestualmente gli operanti hanno proceduto alla perquisizione del 30enne, trovato in possesso della somma contante pari a 350,00€ in banconote di vario taglio. Nella circostanza gli operanti hanno proceduto alla perquisizione di un immobile rurale adiacente, aperto con le chiavi rinvenute nelle tasche di uno degli arrestati, che ha portato al rinvenimento di una confezione in cellophane, racchiusa all’estremità con nastro isolante di colore nero, contenente stupefacente in pietra per un peso complessivo pari a grammi 66,00 circa, ed un bilancino di precisione funzionante, il tutto celato sotto il cuscino di un divano presente in una stanza. Sopra un mobile in legno, situato sempre all’interno della camera, sono stati rinvenuti 3 rotoli di nastro isolante di colore nero, un coltello da cucina con manico marrone e lama seghettata ed un cucchiaio in acciaio, utilizzati per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente.

Sopra un mobile in legno è stato rinvenuto un barattolo contenente sostanza da taglio del tipo “Creatina”, per un peso lordo complessivo di grammi 295 circa. All’interno del barattolo era stato collocato un bicchiere in plastica completo di coperchio contenente sostanza stupefacente, che dalle analisi è risultata essere cocaina, pari a grammi 84 circa. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro. I due arrestati espletate le formalità di rito sono stati associati nella Casa Circondariale di Brindisi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Petizione per dune della Mezzaluna e palude Pantanagianni

La sezione del Partito comunista presenta l’iniziativa venerdì sera nella biblioteca comunale. Invitato il sindaco.

Dopo la denuncia della progressiva distruzione della flora costiera nell’area della spiaggia della Mezzaluna, a Santa Sabina, che fa seguito ad altre segnalazioni di danni ambientali lungo il litorale, la sezione di Carovigno del Partito comunista lancia una petizione popolare per un progetto di salvaguardia delle grotte e delle dune della lama di Mezzaluna, e della zona umida di Pantanagianni che, dopo l’ostruzione del canale di comunicazione con il mare è in stato di degrado, invasa da rifiuti e preda di incendi che si ripetono con cadenza annuale (e dire che la località prende il nome proprio dalla sua antica natura palustre).

Per presentare la petizione, che punta ad ottenere forme di tutela e di rinaturalizzazione di questi due siti costieri, il Partito comunista ha indetto per venerdì 15 febbraio alle 18,30 nella sala della biblioteca comunale di Carovigno un incontro pubblico, cui sono stati invitati a partecipare il sindaco Massimo Lanzilotti, Luigi Cesaria presidente dell’Università popolare di Carovigno, Nicola Laghezza del Comitato tecnici di Carovigno, assieme a Tonino Mosaico e a Giuseppe Casarola del Partito comunista.

Il Carovigno Calcio pareggia sul campo del Maglie. Finale 0-0

Nella gara esterna il Carovigno non riesce ad andare oltre lo 0-0 al “Tamborino Frisari” di Maglie. Per i rossoblù è il terzo risultato utile consecutivo, di cui due pareggi.

Partita poco emozionante che non vede mai la palla varcare la linea delle porte. Match non facile, con il Maglie che vuole conquistare quanto prima la matematica salvezza e il Carovigno che vuole risalire dagli abissi della classifica.

Nella prima frazione di gioco risultano inutili i tentativi di Greco e Diagnè per il Carovigno, e di Salguero e Nero per i padroni di casa con il parziale che resta fermo sullo 0-0. Nel secondo tempo entrambe le squadre provano ad agguantare quanto prima la via del gol, il Carovigno si sbilancia troppo e su una azione di contropiede arriva il fallo di Urso che decreta il calcio di rigore in favore dei padroni di casa.

Sul dischetto si presenta l’esperto difensore Biasco, che spedisce il pallone oltre la traversa graziando così il Carovigno. Nel finale doppia espulsione con Motti e Patera che vanno anticipatamente sotto la doccia, in più viene espulso anche Morganti dalla panchina. Dopo sei minuti di recupero il match valido per la ventiduesima giornata del campionato di Promozione Pugliese termina 0-0.

Ora i rossoblù sono a più due punti dall’ultima in classifica Lizzano e Tricase, entrambi fermi a venti punti e a meno due punti dalla zona play-out. Il Carovigno cercherà di conquistare punti anche domenica prossima, quando al Comunale di Carovigno arriverà l’Uggiano di mister Lima sesto in classifica con 31 punti.

La Brio Service è magica, sbanca Massafra e blinda il secondo posto in classifica.

La Brio Service è magica, sbanca Massafra e blinda il secondo posto in classifica. Notte indimenticabile per i ragazzi di coach Amatori.

È una domenica di pura magia quella vissuta domenica al Palazzetto di Massafra, che non fosse una partita come le altre lo si era capito sin dall’inizio e dalla preparazione delle due società a questo magnifico evento sportivo, circa 600 spettatori presenti, tifo da altri palcoscenici e numeri da capogiro.

La partita è molto sentita, si sfidano le due corazzate del campionato, due roster davvero importanti per la categoria e lo spettacolo è garantito sin dalla palla a due. Coach Amatori parte subito con il nuovo arrivato Valentini, con Dipietrangelo, Monna, Bove e De Leonardis, coach Polucci risponde con Mansueto M., Mansueto L., Morolla, Sottile e Semeraro.

Massafra fa capire subito le intenzioni e con i suoi big Mansueto e Morolla si porta immediatamente avanti nel punteggio, ma le triple di Bove e Monna tengono a galla un Carovigno apparentemente in difficoltà ad attaccare la zona dopo i primi minuti iniziali. Il primo quarto racchiude al meglio le emozioni descritte prima, le due squadre sono molto attente e ben preparate e i giocatori lottano su ogni pallone per cercare di non concedere nulla agli avversari, finale primo quarto : 19 a 15 per i padroni di casa.

Il secondo quarto la musica non cambia, emozionante lo scontro sotto le plance tra due big come Mansueto e Valentini, oramai non giovanissimi, con tantissime battaglie vissute da avversari in B e C, ma con una voglia e una grinta encomiabile, i due non si risparmiano affatto e lottano come ragazzini buttandosi su ogni palla vagante e divertendo tutti i presenti.

Massafra nel frattempo dimostra tutta la sua forza e continua a martellare con i canestri di Morolla e del neo acquisto Ravioli, il Carovigno reagisce e lotta anche contro fischi abbastanza dubbi del duo arbitrale, capitan Monna e De Leonardis cercano di accorciare ben coadiuvati dall’apporto di Dipietrangelo, ma tutto ciò non basta, il secondo round è ancora a tinte bianco rosse e il punteggio a fine secondo quarto è di 38 a 30 per il Massafra.

Dopo l’intervallo assistiamo nuovamente all’allungo dei padroni di casa che toccano addirittura il + 12 e ammutoliscono il numerosissimo pubblico ospite presente, subiamo l’espulsione di De Leonardis, allontanato per somma di tecnico e antisportivo, ma proprio quando le speranze sembravano assottigliarsi il basket dimostra che è uno sport meraviglioso e la Brio Service trascinata da un Bove in stato di grazia inizia la tanto attesa quanto insperata rimonta mettendo in serie difficoltà la compagine casalinga e a suon di triple riapre un match che pareva oramai segnato.

Il pubblico ospite torna in festa e inizia a sostenere con tutte le forze i propri beniamini che rispondono alla grande e chiudono il terzo quarto sotto di soli due punti, punteggio di 53 a 51 per Massafra. È l’inizio dell’impresa!  Il quarto periodo è dominio Brio Service, gli ospiti iniziano subito alla grande e con Monna si portano per la prima volta in vantaggio, punteggio di 54 a 53, Massafra cerca di rispondere con Semeraro che vorrebbe essere il giustiziere proprio come all’andata, ma deve fare i conti con coach Amatori che gioca la carta Agresta. Il giovane brindisino dimostra carattere da veterano, si incolla in difesa mordendo le caviglie di Semeraro e realizza anche due triple importantissime. Sembra un sogno ma è tutta realtà, l’inerzia è completamente a favore della Brio Service che gestisce il gioco e punisce definitivamente gli ospiti con due triple siderali di Francesco Bove, vero mattatore della serata.

L’impresa è fatta, il Carovigno sbanca Massafra, imbattuta dall’inizio del campionato, con il punteggio di 68 a 63. La squadra di coach Gianpaolo Amatori dimostra di essere una grande squadra,concede solo 63 punti ad una squadra che viaggia con una media di 80 punti a partita e conferma il grande stato di forma che sta attraversando, sesta gara consecutiva vinta e secondo posto blindato.

Vogliamo sottolineare la grandissima sportività dimostrata in campo, è stata una giornata di festa e lo sport ha vinto anche sugli spalti dove le tantissime persone presenti hanno incitato e incoraggiato le loro squadre sino alla fine senza mai fermarsi un attimo.

Complimenti a tutti e complimenti davvero a questa fantastica Brio Service che domenica 17 alle 18:00 ospita al Pala “F.Prima” di Carovigno la terza forza del campionato, il temibile Putignano reduce da sei vittorie consecutive, ma se queste sono le premesse sarà un’altra gara da non perdere. Forza Carovigno!

Tabellini: Zito, De Leonardis I. 7, Di Napoli n.e., Agresta 6, Travaglini 4, Tamborrino, Monna 18, Dipietrangelo 7, Valentini5, Bove 21.
Uff. Stampa ASD Carovigno Basket

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