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giovedì, Luglio 29, 2021
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Leoci segretario della Commissione sulla criminalità organizzata in Puglia

Commissione criminalità organizzata Puglia

Alessandro Leoci Segretario della Commissione di studio e d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia.

“Si è insediata stamani la Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia. Una Commissione speciale, di grande importanza per la nostra terra, per la quale abbiamo votato le cariche elettive all’unanimità e con grande serenità.”

“Ringrazio i colleghi per aver espresso il mio nome quale Segretario della Commissione, il mio augurio va al neo eletto Presidente Renato Perrini (FdI) e alla Vice Presidente Debora Ciliento (PD). Con spirito di dovere e responsabilità cercheremo di proseguire il lavoro iniziato da tale Commissione nella passata Legislatura. È significativo dare vita a un organismo sullo studio della criminalità organizzata all’indomani dell’anniversario della morte del giudice Borsellino.”

“Noi tutti siamo chiamati a ricordare e seguire l’esempio di grandi servitori dello Stato quali Falcone, Borsellino e i loro uomini di scorta. Per quanto nelle mie possibilità mi impegnerò affinché i lavori e i temi della Commissione siano divulgati tra i giovani in modo più semplice e costruttivo possibile”.

Torre Guaceto: Canale Reale diventa patrimonio del territorio

Canale Reale Torre Guaceto Contratto

A due anni, dall’inizio del confronto e dei tavoli di lavoro presieduti dagli enti coinvolti, oggi si è celebrata la firma del Contratto di fiume, lo strumento che permetterà la rinascita del canale Reale. Così lo storico detrattore che sfocia a Torre Guaceto diventerà un forte attrattore turistico del territorio.

Il percorso partecipativo “Verso il Contratto di fiume del canale Reale” avviato formalmente con la sottoscrizione del documento di intenti a giugno 2019, si è sviluppato attraverso numerose tappe, incontri collegiali, tavoli tematici e territoriali, confronti diretti tra i soggetti coinvolti, l’avvio di sperimentazioni sul territorio di riferimento, il monitoraggio esplorativo, per finire con l’approvazione da parte dell’Assemblea dell’analisi conoscitiva a giugno 2020 e del documento strategico lo scorso marzo.
Sono numerosi gli enti che negli ultimi due anni si sono impegnati per porre le basi che permetteranno al corso d’acqua da sempre bistrattato di essere tutelato e promosso come merita.

Oltre al Consorzio di Gestione dell’area protetta di Torre Guaceto, recapito finale del canale, hanno lavorato gomito a gomito l’Autorità di bacino, la Soprintendenza, l’Agenzia regionale ASSET, l’ Agenzia regionale ARPA, l’Arneo, l’Autorità idrica pugliese, l’AQP, la Provincia di Brindisi, il Gal Alto Salento, le Università del Salento e di Bari, il CNR, la Libera Università di Amsterdam, l’Ordine degli Architetti, l’associazione FIAB Mesagne, l’Istituto scientifico biomedico Euro Mediterraneo, il Consorzio ASI Brindisi e i Comuni di Brindisi, Carovigno, Francavilla Fontana, Latiano, Oria, Mesagne, San Vito dei Normanni e Villa Castelli. Il tutto sotto l’egida della Regione Puglia e con la segreteria scientifica del Politecnico di Bari.

Con la firma odierna, che di fatto sancisce la sottoscrizione del primo Contratto di fiume del sud Italia, tutti gli enti coinvolti si sono impegnati a fare la propria parte nelle attività che saranno condotte per la rinascita strutturale, sociale e turistica del Reale. Le quattro macroaree di intervento riguarderanno la sicurezza idraulica del corso, la quantità e la qualità delle acque e dell’ecosistema fluviale, il mondo rurale ad esso collegato, la valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale e della sua fruizione. Saranno realizzate una lunga serie di azioni che nascono dagli studi propedeutici condotti dal comitato scientifico del quale fa parte il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto. In quanto bene pubblico, il Reale sarà la spina portante per la riqualificazione e la valorizzazione dell’intero territorio del bacino e dei differenti paesaggi che lo caratterizzano, e occasione per attribuire qualità ai comuni che attraversa.

Nell’ambito delle azioni che saranno realizzate, le aree rurali prospicienti diverranno parchi agricoli rinaturalizzati e condotti in modo sostenibile, il Reale stesso diventerà una vera infrastruttura verde offrendo agli utenti non solo natura, ma anche possibilità di svago collegando tra loro i percorsi culturali dei comuni che attraversa.

“Torre Guaceto ha pagato per decenni le conseguenze del cattivo stato di salute del Reale – ha commentato Rocky Malatesta, presidente del Consorzio di Gestione della riserva –, tutto ciò che veniva riversato in esso finiva dritto nella zona A dell’Area Marina Protetta. Ora, finalmente, volteremo pagina e insieme ai partner di progetto ne faremo un torrente volano del turismo sostenibile. Il brand Reale aiuterà l’ambiente, le comunità locali e la nostra bella e delicata riserva”.

A Carovigno arrivano “I Giorni della ‘Nzegna”

Si svolgerà a Carovigno, preso il Castello Dentice di Frasso, dal 17 luglio al 4 agosto, la rassegna culturale “I Giorni della ‘Nzegna”.

Si svolgerà a Carovigno, preso il Castello Dentice di Frasso, dal 17 luglio al 4 agosto, la rassegna culturale “I Giorni della ‘Nzegna” che l’associazione Ente Culturale – Gruppo Sbandieratori Battitori ‘Nzegna di Carovigno, ha organizzato nell’ambito del Programma Cultura e Spettacolo 2020 della Regione Puglia che
sostiene l’iniziativa.

La rassegna, patrocinata anche dal Comune di Carovigno, è dedicata alla tradizione che più rappresenta la comunità carovignese, la “battitura della ‘Nzegna”, e intende proporre alla cittadinanza e ai suoi ospiti, esposizioni, convegni e spettacoli, finalizzati alla conoscenza ed alla promozione di un’usanza ultracentenaria, assolutamente esclusiva e unica tra le pratiche storiche e religiose pugliesi.

La battitura è una sorta di danza eseguita da due battitori ( i cugini Carlucci) che al ritmo di un’antica musica, sventolano e lanciano in aria una bandiera multicolore (la ‘Nzegna) in segno di preghiera e ringraziamento nei confronti della Madonna di Belvedere. Questa usanza affonda le proprie origini in una storia dai tratti leggendari tramandata da generazioni, che associa il rituale della battitura alla rievocazione del casuale ritrovamento di un’ immagine sacra affrescata sulle pareti di una profonda grotta e ai successivi festeggiamenti svoltisi in onore della Madonna, lanciando in aria un fazzoletto colorato annodato ad un
bastone.

La “battitura della `Nzegna” costituisce un patrimonio identitario della comunità locale a cui l’associazione Ente Cultura ‘Nzegna intende dare visibilità, attraverso la programmazione di attività che potranno stimolare la curiosità dei visitatori, amplificando la diffusione e la conoscenza dei luoghi e delle tradizioni.

Secondo il presidente Giovanni Buongiorno, “La crescita culturale ma anche lo sviluppo economico di un territorio, passa dalla valorizzazione del proprio patrimonio e noi siamo convinti che in questo modo si possa avviare un percorso sostenibile in grado di generare cultura, lavoro e buona occupazione.”

La rassegna aprirà i battenti sabato 17 luglio alle ore 18:30 con la conferenza “I giorni della ‘Nzegna. Riflessioni sul passato e prospettive future”, organizzata in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, e con la partecipazione dell’Università di Roma e dell’Università di Salerno, con l’intento di avviare un percorso finalizzato ad acquisire e diffondere conoscenze in materia di beni culturali immateriali e per promuovere scambi e collaborazioni con comunità che conservano tradizioni similari alla “Battitura della ‘Nzegna ” di Carovigno. Tra queste la “Contesa della Nzegna” di Falerone e “Il ballo dell’Insegna” di Forcella nel Comune di Teramo.

Nelle serate finali del 3 e 4 agosto sarà proposto lo spettacolo teatrale “Una storia millenaria” a cura del regista e scenografo Giuseppe Convertini

Bandiera Lilla: approvata la mozione del consigliere Alessandro Leoci

La Giunta regionale pugliese assumerà tutte le iniziative necessarie per sensibilizzare i Comuni affinché vengano realizzate aree turistiche attrezzate per disabili.

Accadrà per effetto di una mozione in tema di turismo accessibile presentata dai consiglieri Alessandro Leoci, Gianfranco Lopane e Giuseppe Tupputi (CON Emiliano) e Ruggiero Mennea (PD), approvata oggi in Consiglio regionale.

In tal modo la Regione Puglia promuoverà attraverso i Comuni lo sviluppo di un turismo accessibile a tutti, ispirandosi ai principi e all’esperienza del progetto pilota Bandiera Lilla, nato in Liguria nel 2012. Questo impegno rappresenta uno strumento utile a coniugare la promozione sociale e la promozione turistica, la funzione sociale e la funzione legata al marketing turistico e alle potenzialità connesse allo sviluppo di un turismo accessibile.
L’obiettivo della mozione è dunque quello di sensibilizzare le amministrazioni comunali della Puglia ad attivare percorsi e aree turistiche accessibili ai disabili, agevolando la realizzazione di quei semplici interventi strutturali necessari al raggiungimento di questa finalità.

Il tema del turismo accessibile in Puglia è stato accolto con grande interesse dall’assise consiliare odierna, che ha espresso voto favorevole all’unanimità.

“La mozione – spiega il consigliere Leoci – segna l’inizio di un importante impegno verso la sensibilizzazione in Puglia sul tema del turismo accessibile rivolto a persone con disabilità siano esse motorie, auditive, visive o patologie alimentari. E’ una svolta su un tema delicato e spesso accantonato, che solo ora potrà ricevere le giuste attenzioni. Ringrazio per l’attenzione al tema gli assessori al Welfare, Rosa Barone, e al Turismo, Massimo Bray”.
Il modello ispiratore è quello attuato da Bandiera Lilla, riconoscimento ottenuto nel 2019 dalla città di Carovigno e nel 2018 dalla città di Maruggio. “Al momento anche le città di Otranto e Lecce hanno avviato l’iter per l’ottenimento del riconoscimento – aggiunge Leoci – e la Regione Abruzzo il 20 aprile scorso ha deliberato per assumere tutte le iniziative volte a sensibilizzare e promuovere percorsi per un turismo accessibile”.

“Dopo alcuni tentativi, finalmente abbiamo raggiunto questo risultato – commenta il consigliere Mennea – e questa diventa una priorità per rende la Puglia accessibile a tutti in maniera concreta e dare la possibilità anche ai turisti di essere ospitati in modo congeniale, efficace ed efficiente”.

“L’adesione al progetto Bandiera Lilla – continua il capogruppo Lopane – contribuisce a favorire l’inclusione sociale di pubblico non ancora adeguatamente considerato e lo sviluppo economico del territorio. È indispensabile garantire l’accesso all’esperienza turistica a tutti i cittadini, indipendentemente dalle condizioni personali, sociali, economiche e di qualsiasi altra natura che possano limitare la fruizione di questo bene. Proprio a tal scopo in Italia è stata istituita la Commissione per la promozione e il sostegno del Turismo Accessibile”.

“Mi auguro che siano numerosi i Comuni che aderiranno al progetto della Bandiera Lilla – commenta il consigliere Tupputi -, quale segno di grande sensibilità in tema di politiche sociali. Attraverso queste azioni nello specifico e senza oneri per il bilancio regionale, la Regione Puglia potrà inoltre avere visibilità nazionale su media del settore e tra le associazioni nazionali dei disabili, fornendo informazioni utili sull’accessibilità delle destinazioni turistiche, sulla fruizione dei beni culturali o sull’accessibilità delle strutture ricettive, spiagge o aree verdi. Un vero e proprio catalogo regionale di accessibilità”.

 

Sequestrati lettini, ombrelloni e sdraio che occupavano abusivamente la spiaggia pubblica

torre santa sabina
Foto di REPERTORIO

Operazione congiunta della Polizia Locale e della Capitaneria di Porto nella mattinata di domenica 11 luglio 2021.

Nella giornata di ieri domenica 11 luglio 2021, i militari della sezione di Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Brindisi congiuntamente al personale della Polizia Locale di Carovigno, hanno sequestrato delle attrezzature balneari ad una struttura alberghiera/turistica, in località Torre Santa Sabina del comune di Carovigno, che occupava abusivamente il pubblico demanio marittimo con ombrelloni, sdraio e lettini senza averne alcun titolo.  Inoltre, è stato accertato, che il titolare non aveva ottemperato alla prescrizione di fornire il servizio di salvamento, dotandosi dei prescritti apprestamenti di sicurezza, come previsto dalle ordinanze della Regione Puglia e della Capitaneria di Porto di Brindisi. Le attrezzature sono state sottoposte a sequestro penale, mentre il titolare, oltre alla denuncia, è stato sanzionato amministrativamente in violazione dell’artico 5 dell’Ordinanza della Sicurezza della Balneazione della Capitaneria di Porto di Brindisi per non aver predisposto il servizio di salvamento.

L’attività rientra nell’operazione estiva Mare Sicuro disposta, dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto su tutto il territorio nazionale con lo scopo di assicurare la tutela dei bagnanti e diportisti e, più in generale, a garantire elevati standard di sicurezza nel settore turistico-balneare. In questa ottica, il personale della Guardia Costiera è impegnata, quale ulteriore obiettivo dell’operazione, nella costante vigilanza finalizzata a garantire la corretta fruizione delle spiagge libere e del demanio marittimo, mare incluso, proprio per scongiurare ogni forma di abusiva occupazione in danno della collettività. E’ Importante, mantenere per le strutture balneare il servizio di salvamento al fine di salvaguardare la vita umana in mare.

Torre Guaceto e Greenpeace: fermiamo l’inquinamento da plastica che soffoca i nostri mari

Torre Guaceto e Greenpeace: fermiamo l’inquinamento da plastica che soffoca i nostri mari.

Si è conclusa oggi con la pulizia del litorale della Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto la spedizione “Difendiamo il mare”, tour di ricerca scientifica e sensibilizzazione organizzato da Greenpeace Italia in collaborazione con CNR-IAS di Genova e Università Politecnica delle Marche.

Volontarie e volontari di Greenpeace Italia, in collaborazione con Puliamo il mare Brindisi, hanno effettuato la pulizia di due tratti di spiaggia all’interno della Riserva, raccogliendo decine di chili di rifiuti in plastica costituiti principalmente da bottiglie, reti per l’allevamento delle cozze e cassette in polistirolo.
Al termine dell’attività, il personale della Riserva, insieme a Greenpeace, ha liberato in mare Enea, tartaruga soccorsa in stato di difficoltà lo scorso aprile e curata dal personale del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto presso il Centro di recupero tartarughe marine dell’area protetta.

«La maggior parte delle tartarughe marine che ogni anno recuperiamo allo stremo e sottraiamo a morte certa – ha dichiarato il presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Rocky Malatesta -, ha ingerito plastica. Da sempre lavoriamo sul fronte della sensibilizzazione per una drastica riduzione dell’uso della plastica e numerosi sono gli eventi tematici che organizziamo in collaborazione con le associazioni. La strada per la sostenibilità è lunga e in salita, ma siamo fiduciosi, noi ce la stiamo mettendo tutta e ringraziamo Greenpeace per l’impegno con il quale lotta quotidianamente per la tutela del mare e della natura in senso lato».

Partito lo scorso 21 giugno dalle Marche, nelle scorse tre settimane il tour ha solcato l’Adriatico centro meridionale a bordo della barca Bamboo – messa a disposizione dalla Fondazione Exodus di Don Mazzi – per documentare la bellezza e la fragilità del mare, e per denunciare come i cambiamenti climatici e l’inquinamento da plastica siano interconnessi e producano impatti negativi sull’ecosistema marino e sulle comunità costiere.

«Il mare e le creature marine soffrono per l’emergenza plastica, un fenomeno che ogni giorno assume proporzioni sempre più drammatiche e che non risparmia nemmeno le aree marine protette, segno inequivocabile che l’inquinamento in mare non ha confini. Per salvare i mari bisogna intervenire, riducendo la produzione della frazione monouso, di gran lunga la più presente lungo le coste del nostro paese», dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace.

Il video

Capitaneria e consorzio per il mare pulito di Torre Guaceto

Capitaneria di Porto Torre Guaceto

Si moltiplicano le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità nelle azioni per la tutela del patrimonio mare condotte dal Consorzio di Torre Guaceto e dalla Capitaneria di Porto di Brindisi. Oggi pulizia dell’arenile ad opera dei piccoli volontari dei campi WWF e incontro con le Autorità.

Sono numerose le operazioni condotte sul campo dall’ente gestore dell’Area Marina Protetta che puntano ad informare gli utenti e la comunità tutta sulla tematica del marine litter con l’obbiettivo di favorire il radicamento della cultura del rispetto del mare, prezioso è il contributo dato in ciascuna occasione della Capitaneria di Porto di Brindisi. In questo periodo, le Capitanerie di Porto stanno portando avanti una serie di iniziative di divulgazione e pulizia delle spiagge e dei fondali, su tutto il territorio nazionale. Oggi la campagna “Mare pulito” ha fatto base a Torre Guaceto.

La giornata è iniziata all’alba con il dispiegamento dei volontari coordinati dagli operatori della cooperativa Thalassia che ospita i campi WWF nell’area protetta. I ragazzi del gruppo di volontariato under 18 hanno condotto il monitoraggio spiagge a partire dalle 5, poi a sole alto, si sono uniti a loro i piccoli volontari dei campi estivi per bimbi. Questi hanno battuto palmo a palmo l’area protetta e asportato i rifiuti portati nelle ultime ore dal mare. A conclusione delle attività, è arrivato il momento dell’incontro con i rappresentanti del Consorzio e della Capitaneria di Porto per l’approfondimento della tematica inerente la presenza di rifiuti in mare e l’importanza dell’adozione di uno stile di vita che generi il minor impatto possibile sull’ambiente. Ai volontari sono stati riconosciuti tutti gli onori del caso e gli uomini della Capitaneria di Porto li hanno omaggiati con la distribuzione di gadget personalizzati biodegradabili.

“L’iniziativa di oggi rientra nel protocollo attuativo tra le Capitanerie di Porto e l’allora Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – ha dichiarato il comandante della Capitaneria di Porto, Fabrizio Coke -, inerente l’osservazione e la prevenzione degli impatti dei cambiamenti climatici nelle Aree Marine Protette italiane. Il progetto si concluderà nel 2023 e vedrà una stretta e sinergica collaborazione tra la Capitaneria di Brindisi e l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto”.

Nell’occasione, la Guardia Costiera ha presentato l’autovettura elettrica in dotazione alla Capitaneria che impiegherà nello svolgimento delle attività di sorveglianza e monitoraggio dell’AMP. Finito l’incontro, lo stupore e la gioia hanno animato i piccoli volontari che si sono rimboccati le maniche ed hanno aiutato gli operatori del Consorzio nell’attività di reimmissione in mare di una tartaruga soccorsa dal personale dell’ente e curata presso il centro recupero della riserva sino a totale guarigione.

“E’ bello vedere quanto le giovani generazioni siano pronte a impegnarsi per fare il bene della natura – ha commentato Rocky Malatesta, presidente del Consorzio di Torre Guaceto -, questo è segno del fatto che il lavoro fatto negli ultimi 20 anni è stato proficuo e ci spinge a fare sempre di più. I ragazzi sono la nostra speranza, gli uomini e delle donne della Guardia Costiera sono i nostri più grandi alleati nella lotta quotidiana per la tutela di Torre Guaceto. Ringrazio il comandante Coke, gli operatori ed i volontari tutti per la dedizione con la quale si impegnano per la riserva”.

Torre Guaceto a Slow Fish: un marchio di qualità per i prodotti della riserva

Torre Guaceto Slow Fish

Si è appena concluso Slow Fish, evento internazionale di Slow Food dedicato alla pesca, al quale ha preso parte il Consorzio di Torre Guaceto. Dal confronto sono nate le idee.

Ora prenderà avvio un nuovo percorso di promozione con la creazione del marchio di qualità dei prodotti della riserva e l’approdo dell’agroecologia e della sostenibilità alimentare nelle scuole.

Dall’1 al 4 luglio, si è tenuta a Genova la manifestazione di Slow Food che, con scadenza biennale, porta in cattedra i maggiori esperti di pesca sostenibile, gli artigiani del mare e gli stakeholders di settore.

Numerosi sono gli incontri internazionali ai quali hanno preso parte i rappresentanti del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto e gli eventi di divulgazione circa il patrimonio della pesca sostenibile condotta in riserva organizzati presso lo stand della regione Puglia. I giorni di intenso confronto con i vertici di Slow Food, i pescatori e gli stakeholder virtuosi della riserva che producono il pomodoro fiaschetto, l’olio, il grano e sono impegnati nella filiera conserviera, hanno portato l’ente gestore a scegliere quella che sarà la nuova strada per il rafforzamento della diffusione del concetto di sostenibilità alimentare.

Sul solco dell’attività di gestione della pesca che da oltre 15 anni a questa parte ha reso famosa e apprezzata la governance di Torre Guaceto, certificata peraltro negli ultimi anni con l’assegnazione del presidio Slow Food, il Consorzio darà vita al marchio di qualità del pescato e dei prodotti della terra di Torre Guaceto.

Piccolo passo indietro, nel 2017, Slow Food ha assegnato la qualifica di “presidio” alla pratica di pesca sostenibile ideata a Torre Guaceto e poi esportata in altre aree protette, certificandone la qualità. Ora è arrivato il momento di certificare anche il prodotto ittico e tutti i prodotti bio del paniere dell’area protetta, da qui l’avvio dei lavori per la creazione del marchio di qualità. Attraverso la certificazione, sarà possibile dare maggiore forza alla divulgazione dei concetti di rispetto e tutela delle risorse naturali e operare affinché si radichi sempre meglio il pensiero secondo il quale anche un’azione semplice, come fare la spesa, incida pesantemente sulla tenuta dell’ecosistema, oltreché andare incontro alle nuove tendenze del mercato mondiale che guarda alla qualità dei prodotti quale nuova frontiera sulla quale investire.

Non solo, su impulso dato da Carlo Petrini, il padre fondatore di Slow Food, nell’ambito del congresso internazionale degli associati che ha avuto luogo nei giorni di Slow fish, il Consorzio porterà i temi dell’agroecologia e della gastronomia sostenibile nelle scuole dando vita ad una stretta alleanza con il corpo docente degli Istituti del territorio.

“Sono stati giorni di dialogo molto importanti tanto per me, quanto per il direttore del Consorzio, Alessandro Ciccolella, e la vicepresidente dell’ente, Lara Marchetta – ha dichiarato il presidente di Torre Guaceto, Rocky Malatesta –, ora daremo nuovo slancio alla riserva e alle sue pratiche virtuose e sosterremo con maggiore forza i nostri produttori, il tutto con l’avvio di un nuovo percorso di promozione dal basso e la strutturazione di una rete di alleanza. Mi preme ringraziare chi ha sempre sostenuto i nostri progetti e si è impegnato in prima persona perché questi giungessero a compimento. E parlo innanzitutto di Marcello Longo, presidente di Slow Food Puglia, e dei nostri pescatori e produttori sempre pronti in prima linea. Continuando a lavorare uniti riusciremo a raggiungere nuovi importanti traguardi per la nostra riserva”.

Gulliver e di altri viaggi in scena all’arena di Torre Guaceto

maurizio ciccolella in Gulliver

Sabato 3 luglio nel suggestivo ambiente di Torre Guaceto va in scena “Gulliver e di altri viaggi” con Maurizio Ciccolella e Marco Prete, regia Maurizio Ciccolella, aiuto regia Lorenzo De Simone, nell’anfiteatro del nostro centro visite, Al Gawsit, a Serranova (Parco Torre Guaceto), ore 20.30. Tutte le info https://www.scuolatalia.it/

Liberamente ispirato al romanzo di Jonathan Swift “Gulliver’s Travel” del 1726, lo spettacolo prende in prestito dal capolavoro dello scrittore inglese alcuni personaggi e il tema del viaggio. Sì perché il moderno Gulliver, che spera in una vita migliore di quella che è abituato a masticare.

E così Gulliver conosce i Lillipuziani, una comunità del futuro che vive su un’isola utopica, qui la fame, il lavoro salariato e le malattie sono state spazzate via dalla tecnologia, ma presto scopre che il prezzo di quel progresso è pagato dai Blefuschiani, il popolo sottomesso che abita in una discarica oltre i confini del regno. Gulliver prova ad aiutare i Blefuschiani, e lo fa tentando di convincere il loro leader, un tossicomane che di nome fa Blefuscu, a combattere per la libertà e a impegnarsi per costruire un’isola migliore e degna di quegli uomini.  Purtroppo, però, presto è costretto a confrontarsi con la triste realtà che gli oppressi, per pigrizia, preferiscono rimanere delle vittime piuttosto che autodeterminarsi. Gulliver abbandona Blefuscu nella sua rinuncia e, dopo giorni di navigazione, naufraga su un’isola di giganti contadini che lo impiegano come fenomeno da baraccone in un mercato quasi fiabesco. Tra i giganti Gulliver assapora la consolazione dell’allegra vita contadina fatta di danze, cibo e affetto sincero, ma non gli basta: non è di pane che ha fame. Si rimette in viaggio con risolutezza, scegliendo, pur di scappare, di mettere in pericolo la vita di uno scienziato rivoluzionario e folle in esilio politico su quell’isola. Gulliver vola aggrappato a un palloncino per giorni prima di schiantarsi sull’ultima isola di questo viaggio negli inferi dell’umanità, una sorta di Paradiso dove incontra un personaggio che gli farà credere di aver trovato il “mondo dei suoi sogni”, così come in effetti sarà, tuttavia sarà costretto a lasciare anche questo mondo per l’unico luogo possibile: casa sua.

“Attraverso il percorso interiore di uomo in viaggio per mondi dispotici, lo spettacolo racconta i rapporti di forza della società contemporanea, le sue contraddizioni, il suo nichilismo con uno sguardo cinico, disincantato e ironico. La struttura classica e il linguaggio popolare dell’opera, la rendono fruibile a un pubblico eterogeneo per genere ed età”, spiega Ciccolella.

La produzione di “Gulliver E di altri viaggi” con Maurizio Ciccolella e Marco Prete è cofinanziata dal “Programma Straordinario 2020 In Materia di Cultura e Spettacolo” Azione 3 della Regione Puglia ed ha vinto l’avviso “Custodiamo la Cultura in Puglia” emanato dal Teatro Pubblico Pugliese – Fondo Speciale per la Cultura e Patrimonio Culturale L.R. 40 art. 15 comma 3 – Investiamo nel vostro futuro. Inoltre è in partenariato con Arteven, il circuito teatrale regionale del Veneto, CSS Teatro Stabile d’innovazione del Friuli Venezia Giulia, l’Associazione Panart (Grecia), Gal Terra dei Messapi.

LA COMPAGNIA

La compagnia Mòtumus realizza produzioni teatrali dal 2002, occupandosi anche di formazione per attori attraverso la Scuola d’arte drammatica della Puglia Talìa. Fondata da attori pugliesi e diretta da Maurizio Ciccolella, diplomato presso la Scuola di recitazione del Piccolo Teatro di Milano, ha realizzato spettacoli di vario genere, distribuiti su tutto il territorio nazionale con esperienze anche all’estero. Oltre venti spettacoli prodotti, di cui uno affidato alla regia di Alessandro Piva, dal titolo “L’attesa”. La compagnia ha inoltre collaborato con Mariano Dammacco e Stefano Benni. L’ultima produzione, “Le isole sataniche”, è stata realizzata con il sostegno del Mibact e Siae. La compagnia ha inoltre gestito diversi progetti culturali, tra cui una residenza teatrale internazionale co-diretta da Chris Torch; ha diretto la programmazione del Teatro Eden in Brindisi e due stagioni di eventi, rispettivamente un’estate e un natale, per il Comune di Brindisi. Tra le nuove attività in cantiere la compagnia sta lavorando alla produzione di un film, grazie alla vincita di un bando nazionale per l’audiovisivo.

L’ingresso è gratuito e su prenotazione all’indirizzo spettacologulliver@gmail.com

Scoperta a Torre Guaceto la necropoli della comunità che viveva sul promontorio della torre

reperti necropoli torre guaceto

E’ stata scoperta a Torre Guaceto una necropoli risalente alla tarda età del Bronzo riconducibile agli abitanti del villaggio che sorgeva sul promontorio della torre simbolo dell’area protetta.

I lavori sul campo si sono conclusi appena ieri. Oggi, i referenti del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, il presidente Rocky Malatesta, del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, Teodoro Scarano, e del Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’Università di Bologna, Claudio Cavazzuti, in accordo con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce e Brindisi, hanno divulgato i primi risultati ottenuti.

Pur avendo operato sul campo per un periodo relativamente breve, un mese, gli archeologi hanno portato alla luce una necropoli di eccezionale valore. Si tratta di un sito con deposizioni funerarie a cremazione della tarda età del Bronzo (XIII-XII sec. a.C.) che conta ben 15 tombe già solo per l’area interessata dagli scavi, nella zona che va dalla seconda alla terza caletta dell’area protetta, nel cuore della riserva.

In base a quanto scoperto, la comunità che utilizzava questa necropoli deponeva le urne funerarie in depressioni naturali della roccia o all’interno di pozzetti appositamente scavati al suo interno. Le urne funerarie contenevano sia i resti umani che, talvolta, anche gli oggetti di corredo che al momento della cremazione venivano bruciati insieme al defunto.

“La scoperta della necropoli a cremazione ci racconta anche come il sito di Torre Guaceto si inserisca in un periodo di cambiamento nel quale si passò dall’uso dell’inumazione alla cremazione per l’appunto – ha spiegato il professore Cavazzuti –, le ragioni del cambiamento sono da ricondurre ad un’evoluzione ideologica o legata a problemi epidemiologici. Ora ci metteremo al lavoro per ricostruire la storia di questa necropoli, quel che è certo è che si tratta di un sito di importanza continentale”. Una tomba tra tutte ha entusiasmato i ricercatori, la decima. Qui sono stati rinvenuti i resti di una donna di età adulta e due spilloni in bronzo con un vago d’ambra.

“In due casi abbiamo rinvenuto, inoltre – ha continuato il professore Scarano – due segnacoli, un cippo in calcarenite grossolanamente sbozzato e una grande lastra alloggiata in una trincea. La campagna di scavi appena conclusa è l’inizio di un lungo lavoro che ci riporterà sul campo tra circa un anno, tempo che impiegheremo per processare i dati raccolti, ricostruire la storia di questo sito e avviare il restauro dei reperti. Torre Guaceto si conferma un luogo dall’incredibile patrimonio storico ed archeologico. Qui siamo riusciti ad ottenere grandi risultati grazie al lavoro sinergico portato avanti sia con la Soprintendenza, sia con il Consorzio di Gestione, sia con gli stakeholders locali”.

Torre Guaceto non smette mai di stupire, unica area protetta italiana a vantare la presenza di un proprio laboratorio archeologico, negli ultimi 15 anni grazie agli sforzi del Consorzio di Gestione ha visto emergere uno scrigno di storia ed archeologia di importanza internazionale. “Il nostro obbiettivo è proseguire sulla strada già intrapresa ed implementare notevolmente la divulgazione scientifica in tema archeologico – ha dichiarato il presidente Malatesta –, la nostra comunità e gli utenti tutti meritano di sapere cosa è stata Torre Guaceto nella storia e di fruire dei suoi beni. Il prossimo passo da fare è quello di realizzare un grande evento divulgativo già nel prossimo autunno per raccontare come proseguiranno i lavori di ricerca e progettare nuovi sistemi di fruizione sostenibile”.

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