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Recuperata nell’estate 2019, la volpoca che era stata per molti mesi ricoverata presso il centro fauna selvatica di Torre Guaceto è tornata in libertà.

L’anatra era stata segnalata al personale del Consorzio di Gestione della riserva e soccorsa. Il suo stato di salute era tutto sommato buono, ma un elemento preoccupava i sanitari, l’animale aveva un’ala completamente danneggiata. Le penne remiganti, quelle che permettono alle anatre di volare, erano fortemente compromesse, se la volpoca non fosse stata recuperata, avrebbe avuto vita breve in natura, ma nonostante il soccorso, le probabilità di completo recupero erano comunque basse.

Le remiganti sono penne molto delicate nella fase della crescita e, per giunta, si rinnovano una sola volta all’anno, il che, già al momento del recupero, ha permesso al personale del centro recupero di chiarire innanzitutto che la degenza in struttura sarebbe stata molto lunga e, secondariamente, che la voliera nella quale l’animale avrebbe dovuto passare il tempo necessario andava adattata alle sue esigenze.
Lo spazio dedicato a questo esemplare è stato personalizzato e schermato completamente per scongiurare il rischio che, attratta da stimoli esterni, la volpoca tentasse il volo ed andasse a sbattere contro la recinzione, danneggiando ulteriormente il proprio piumaggio.

Non solo, assicurare una perfetta alimentazione agli animali selvatici e, alle volpoche in particolare, non è cosa particolarmente semplice. Questi esemplari si nutrono di granaglie, piante ed invertebrati. Il bilanciamento delle fonti energetiche è uno degli aspetti più delicati della sua nutrizione. Il timore del Consorzio era che, malgrado gli sforzi, la lunga degenza e le peculiarità dell’animale non avrebbero permesso di reimmetterlo in natura. E, invece, oltre un anno di cure quotidiane ed attenzioni senza sosta hanno permesso di raggiungere l’obbiettivo: la volpoca di Torre Guaceto si è rimessa perfettamente in forma.

Ricostituitesi le penne e superata la fase del riadattamento al volo, l’esemplare è stato inanellato, in modo tale da poterne tracciare gli spostamenti, e liberato nel suo habitat, a due passi dalla torre aragonese. Da perfetto animale migratore, ora, questo esemplare deciderà se rimanere in Puglia o raggiungere il nord Africa per lo svernamento, per poi risposarsi nel nord est Europa in primavera. Questo importante risultato chiarisce che la dedizione con la quale vengono accuditi gli animali selvatici che vengono soccorsi e ricoverati nel centro recupero di Torre Guaceto fa la differenza, salva loro la vita.

Altrettanto importante è la velocità con la quale si attiva la macchina dei soccorsi ed assicurarsi il recupero di un esemplare in difficoltà è facile, basta chiedere l’intervento del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, telefonando al 335 523 0215.

Il video