Torre Guaceto, i fratini stanno nidificando, l’appello nel non portare i cani in riserva

I fratini di Torre Guaceto stanno mettendo su famiglia. Ma c’è chi mette a rischio la vita dei loro piccoli: gli utenti che entrano in riserva con i propri cani noncuranti dei divieti e del fatto che questa specie sta rischiando l’estinzione.

Il fratino è un uccello tanto piccolo, quanto importante per l’ecosistema, eppure la sua stessa sopravvivenza è messa gravemente in discussione.
La pulizia delle spiagge svolta con l’impiego di mezzi meccanici è letale. Lo spostamento di macchinari pesanti sull’arenile e l’azione non selettiva di raccolta dei rifiuti depositati sull’arenile, infatti, distrugge i nidi. Ogni uovo rotto è un piccolo che non vedrà mai la luce e rappresenta una speranza in meno per la vita della specie.

Consapevole di quanto siano delicati degli habitat della riserva e quanto sia fondamentale tutelare le specie animali che popolano la costa, sin dalla sua istituzione, il Consorzio di Gestione dell’area protetta di Torre Guaceto si è sempre assicurato che la pulizia delle spiagge della riserva venisse svolta esclusivamente a mano.
Inoltre, come da norma nazionale, a Torre Guaceto è vietato l’accesso ai cani. Tale imposizione è dovuta alla necessità, ancora una volta, di proteggere gli animali selvatici che vivono in riserva.

Molto spesso chi ha un cane in famiglia e lo ama e rispetta come è giusto che sia, reagisce male al divieto, interpretandolo quale una sorta di intolleranza nei confronti degli amici a 4 zampe, o asserendo che il proprio cane non nuocerebbe mai ad un altro animale. Così non è.
Innanzitutto, si sottolinea che Torre Guaceto, in quanto area protetta, non è una località come tante altre, ma una riserva per l’appunto, quindi, chi desidera visitarla, deve rispettare le norme imposte per la tua tutela.

Secondariamente, il rischio che un cane predi i piccoli di fratino, anche solo per gioco, o distrugga le sue uova, è talmente alto da non poter essere ignorato, non solo, non è necessario che questi provino a cacciare i piccoli per metterli in pericolo, la loro sola presenza spinge i genitori ad abbandonare i nidi e così, la speranza della riproduzione si annulla.

Inoltre, come è noto il cuore della riserva, a mare è categorizzato quale zona A, ossia l’area più delicata dell’area protetta, nella quale, di conseguenza è vietata la balneazione. Eppure ogni estate numerosi bagnanti si immergono nella laguna della torre aragonese e, come se non fosse già abbastanza, stazionano sulla relativa spiaggia con i propri cani. Uno sfregio a Torre Guaceto e alla coppia di fratini che ogni anno nidifica proprio sulla sabbia della laguna.

Come è noto, il Consorzio di Gestione della riserva non ha un ruolo di polizia giudiziaria, quindi, nulla può contro chi viola il regolamento di Torre Guaceto, se non richiedere l’intervento delle forze dell’Ordine.
In tutta la riserva è sparsa cartellonista informativa, quindi i divieti e le loro ragioni sono ben noti a tutti, ma poco cambierà fin quando chi frequenta l’area protetta non la rispetterà davvero.

Quest’anno, come ogni primavera, il personale del Consorzio ha condotto un apposito monitoraggio scientifico finalizzato alla rilevazione della presenza dei fratini ed è emerso che la specie, che peraltro vive stabilmente in riserva, ha ripreso la nidificazione in siti sparsi lungo tutto il tratto di costa protetto.
A breve nuovi piccoli di fratino verranno al mondo, è necessario che chi vuole vivere Torre Guaceto pensi a loro prima di mettere in atto comportamenti che potrebbero danneggiarli.