Scioglimento del consiglio comunale, l’analisi del Movimento 5 Stelle.

FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA
CAROVIGNO – Siamo tutti molto contenti, come politici e, soprattutto, come cittadini, che sia stata accertata l’inesistenza del reato di associazione a delinquere di tipo mafioso a carico dell’ex Sindaco e dell’ex Presidente del Consiglio Comunale di Carovigno (rispettivamente Massimo Lanzillotti e Francesco Leoci).
E come politici siamo contenti anche che sia stata riconosciuta loro la possibilità di far parte dell’elettorato passivo.

Si chiude così il primo capitolo della vicenda giudiziaria che ha caratterizzato in negativo gli ultimi anni della vita politica di questo paese, l’ennesima pagina nera, di cui certo non si sentiva il bisogno. Non possiamo tuttavia scrivere la parola “fine” poiché rimane ancora aperto il procedimento contro gli altri imputati coinvolti (politici e non politici) che partirà il 4/2/2022.
In questi mesi, dopo il rinvio a giudizio dei due politici neo assolti, abbiamo osservato il più rigoroso silenzio, per rispetto delle due famiglie perbene coinvolte che, ingiustamente, sono state travolte dalla macchina del fango, messa in moto ad arte da politici scorretti e giornalisti compiacenti; il nostro pensiero si rivolge ora anche a quelle due famiglie.

Ma quello che oggi ci spinge a cimentarci in questo comunicato non è certo la sequela di ovvietà riportate fino al precedente capoverso: quello che ci obbliga oggi a scrivere é l’atteggiamento tenuto dai due ex amministratori nei giorni immediatamente successivi alle due (giustissime) sentenze in loro favore: atteggiamento che troviamo intriso di falso e intollerabile vittimismo, con ricostruzioni artificiose e che non rispecchiano la realtà dei fatti.

E allora, poichè il nostro gruppo è sempre stato paladino della verità e della trasparenza, oltre che della giustizia, è necessario ristabilire l’autenticità dei fatti, rimarcarla, ricordarla, rinfrescare la memoria a chi (falsamente) dimentica i propri errori.

I fatti ci raccontano di una campagna elettorale caratterizzata da liste di candidati a sostegno di Massimo Lanzillotti non adeguatamente selezionate, all’interno delle quali erano presenti persone che, guardacaso, erano attenzionate per altri reati e nel frattempo compivano azioni che attiravano ulteriormente l’interesse della magistratura con le accuse ben note.

Ma dopo aver commesso questo piccolo errore di valutazione sulla schiera dei candidati alla carica di Consigliere Comunale, si verificava quello che da noi era stato già previsto e dichiarato in campagna elettorale: lo sfaldamento della maggioranza appena eletta. Sei mesi appena di luna di miele e arrivava la prima scissione. Un anno dopo due di loro lasciavano la maggioranza e si schieravano con l’opposizione. Quindi, da subito si palesava un altro piccolo errore nella formazione delle liste: erano composte da persone di diversa indole e con visioni politiche diametralmente opposte. Una coalizione totalmente instabile.

Tant’è che dopo appena un altro anno la maggioranza perdeva un altro pezzo, quello decisivo, quello che trasformava la maggioranza in minoranza: dimissioni della consigliera Bagnulo in quota PD.
In questo frangente di INESISTENZA DI UNA MAGGIORANZA in Consiglio Comunale, il M5S Carovigno prendeva in carico la delicata situazione venutasi a creare, consentendo il varo di FONDAMENTALI PROVVEDIMENTI CONTABILI, senza il quale il danno per la cittadinanza sarebbe stato incalcolabile.
Non solo. Senza nulla pretendere in cambio, offriva (il M5S) la possibilità a tutto il Consiglio Comunale di dare vita a una giunta tecnica per traghettare la città in periodo di piena pandemia, (ricordiamolo: il periodo storico più buio che l’intera nazione abbia mai trascorso dal dopoguerra a oggi) cercando di tenere il Consiglio in carica fino all’ormai preventivato e inevitabile scioglimento per infiltrazioni mafiose.

La nostra proposta veniva subito bocciata dalle forze facenti capo al gruppo della lega nord che erano già proiettate alle (a loro dire) imminenti nuove elezioni, per le quali si sentivano favoriti dai loro sondaggi.

La disinteressata offerta veniva accolta (solo a parole, come si vedrà) dalla “non più maggioranza”.
Infatti nei giorni successivi ulteriori fibrillazioni create da atteggiamenti inspiegabilmente (e deliberatamente) arroganti da parte del duo Lanzilotti/Leoci facevano naufragare definitivamente anche questa opportunità offerta dal M5S Carovigno, rendendo, tra l’altro, impossibile reagire con un ricorso al provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose del 12/3/2021.

Questi fatti, documentati dai Consigli Comunali (tuttora visionabili sul web), dai comunicati e dagli articoli di stampa usciti in quei giorni, hanno ampiamente dimostrato che il Movimento 5 Stelle Carovigno è l’unica forza politica che ha a cuore la sorte della cittadinanza: tutti gli altri, TUTTI, per esclusivo tornaconto politico personale (leggasi “poltrone”), non esitarono a rifiutare e a far naufragare una nostra proposta di buon senso fatta in favore dei cittadini.

Perché in questa brutta storia, se esistono delle vittime, quelle sono SOLO i cittadini di Carovigno.
Ora, per concludere questo lungo comunicato (ma non si poteva liquidare la cosa con poche parole) siamo convinti che ciascuno è libero di condurre la propria campagna elettorale come meglio crede (perchè è di questo che stiamo già parlando, nostro malgrado, con enorme anticipo), ma non consentiremo a nessuno di mentire spudoratamente su quello che è stato fatto dal Movimento 5 Stelle di Carovigno nel periodo nel quale ha egregiamente rappresentato 1600 nostri concittadini in Consiglio Comunale. Perciò respingiamo con forza al mittente le assurde e false allusioni contenute nei comunicati dei due protagonisti, chiarendo sin da ora che non saranno tollerate ulteriori falsità, da chiunque pronunciate, nei nostri confronti.

Movimento 5 Stelle Carovigno.