Da Roberto Romanelli a Ivan Graziani il passo è breve e ce ne siamo resi conto tutti nell’ultima puntata di “Tale e Quale Show”, il format di Rai Uno condotto da Carlo Conti, che porta in televisione gli imitatori di tutta Italia. Nel programma del sabato sera della rete ammiraglia di mamma Rai, non è passato di certo inosservato Roberto Romanelli, carovignese: più che imitatore è un amante della musica di Ivan Graziani. Informatore medico scientifico nell’ambito dell’oncologia, è stato protagonista della prima serata di Rai Uno piazzandosi sul podio accedendo alla fase finale del varietà.

Com’è nata la tua passione per Ivan Graziani?
«Avevo 16 anni quando mi sono innamorato della musica di Ivan Graziani. In quel periodo già suonavo la chitarra e mi sono reso conto dell’affinità vocale che c’era. Il mio è un amore viscerale nei confronti del personaggio. Ivan, infatti, ha raccontato nelle sue canzoni delle storie di provincia e tante situazioni del mondo adolescenziale. Mi ritrovo in queste due componenti che sono state fondamentali nella mia vita».

Tua madre quando può ti accompagna sempre nelle tue apparizioni e non solo. Quanto è importante il connubio genitori figli, soprattutto al giorno d’oggi?
«Per me avere un rapporto importantissimo con mia madre e con i genitori in generale, è parte dell’educazione che ho avuto proprio da loro. In quest’ultimo periodo è difficile che lei mi segua, però quando può lo fa sempre con tanto entusiasmo. E l’entusiasmo è reciproco. Il rapporto con i figli per me è fondamentale e straordinario, io ne ho due: Ivan e Diego. L’ultimo Diego, mi segue alla chitarra nella mia band e mi dà un apporto importante in questa mia passione».

L’esperienza a «Tale e Quale Show», cosa ti ha suscitato?
«L’esperienza di “Tale e Quale Show” è stata una sorpresa meravigliosa. L’organizzazione del programma mi ha cercato ed io ho risposto “presente” alla loro chiamata. La televisione mi ha dato la possibilità di affacciarmi ad un mondo che non conoscevo ed è per questo che mi sento in dovere di ringraziare tutti coloro i quali lavorano in quella trasmissione per la professionalità e il rispetto che hanno tributato a tutti i concorrenti. È ovvio che dal punto di vista mentale, interfacciarsi con i professionisti come Carlo Conti, Loretta Gocci, Giorgio Panariello, ha positive conseguenze soprattutto per chi, come me fa tutt’altro di lavoro. Mi sono divertito».

Il tuo telefono squilla in continuazione da sabato scorso?
«Il mio telefono è bollente da sabato scorso, non avrei mai potuto immaginare una cosa del genere: ho ricevuto centinaia di messaggi su tutti i social e centinaia di chiamate al mio numero telefonico da tutte le parte d’Italia. Sono rimasto anche sorpreso dai tanti articoli apparsi su tutta la stampa nazionale e locale, questo è merito di Ivan Graziani e tutto questo mi ha fatto capire quanto sia potente il mezzo televisivo e soprattutto quanto interesse che c’è nei confronti di Graziani. Oggi mi sento solo di dire che sono un “portaborse” della musica che ha caratterizzato un grande autore della musica italiana».