Carovigno, il PD critica il modus operandi del sindaco Lanzilotti dopo la scelta della giunta.

Riceviamo e Pubblichiamo

Il Partito Democratico di Carovigno esprime il più grande stupore e sdegno, di fronte all’ennesimo atto irriguardoso nei confronti di tutti i suoi rappresentanti istituzionali e dei suoi dirigenti. Il sindaco Massimo Lanzilotti ha caparbiamente travalicato ogni limite della buona creanza, rifiutando ogni rapporto istituzionale con le forze che gli hanno permesso di essere il sindaco di Carovigno, esclusa la lista “Ripartiamo dal Futuro” di cui è il rappresentante in capo.

Il PD aveva chiesto di soprassedere all’azzeramento della giunta municipale e di dare avvio ad una seria e puntuale riflessione sulle fibrillazioni quotidiane della maggioranza. Ma, come un caterpillar impazzito, si è buttato a capofitto nelle tensioni interne, cercando di poter sparigliare le carte a suo giovamento. Aveva deciso con i sui stretti collaboratori di azzerare e di rifare la giunta ter. Gli altri non erano abilitati ad analizzare o proporre una nuova strategia politico-amministrativa. Lo slogan della campagna elettorale “AMMINISTRAZIONE PARTECIPATA” andava a farsi benedire in quattro e quattrotto. Si è permesso, inoltre, di far passare la delega di vice sindaco data all’assessora Antonella Tateo come ricompensa del lavoro da lei svolto in questo poco lasso di tempo, da quando, cioè, le è stata assegnata la delega assessorile (mortificando, di fatto, l’ex vice sindaco Onofrio Palma che, evidentemente, non ha svolto bene il suo lavoro) e non per puro calcolo ragionieristico, di creare, cioè, possibili tensioni all’interno del PD e di raccontare la storiella del “ora cosa vogliono di più”.

Il PD rimanda al mittente i “contentini” e chiede a gran voce il ripristino della collegialità e del confronto costruttivo all’interno della maggioranza. Il PD non baratta nulla che non sia la difesa delle istituzioni, valorizzando i concetti della trasparenza, della legalità e del rispetto reciproco.

Le continue schermaglie ad escudendum non fanno parte della nostra attività politica. Prima i consiglieri Zizza e Monna ed ora i consiglieri Uggenti e Gentile, prima gli assessori La Camera e Camporeale ed ora gli assessori Cecere ed Epifani, a cui va la nostra solidarietà per il trattamento ricevuto. Questo gioco delle tre carte serve solo a galleggiare nel mare delle incertezze quotidiane e a far sì che il Presidente del Consiglio Francesco Leoci continui indisturbato a dettare legge in ogni stanza del Comune e a rendere vani gli eventuali sforzi di ogni assessore nel dare una impronta personale all’attività amministrativa.

Il Sindaco Lanzilotti, con questo modo di fare, potrebbe tra qualche tempo dare il benservito anche al Partito Democratico, che, in questo anno di amministrazione, si è messo sempre a disposizione, gli è stato sempre vicino e gli ha dato sempre le giuste indicazioni per il rilancio dell’attività amministrativa. La risposta è stata negativa. Non aveva né ha bisogno di nessuno. Infatti, i consiglieri del PD sono stati chiamati pochissime volte in riunioni di maggioranza per affrontare questioni amministrative. Il PD mai chiamato. In quelle poche riunioni i consiglieri del PD denunciavano l’atteggiamento irriguardoso del Presidente Leoci nei confronti dei colleghi ed anche degli assessori per il fatto che tutto doveva passare come una cosa sua. Per il PD questo atteggiamento è inconcepibile; gli assessori non possono e non devono mai essere mortificati da atteggiamenti atti a prevaricare le loro competenze.

Quando si ponevano all’attenzione i problemi nella loro drammaticità (il funzionamento degli uffici, il ruolo inadeguato di alcune figure apicali, la calendarizzazione delle problematiche amministrative che da anni dormono nei cassetti, ecc.) la risposta si racchiudeva in un “stiamo provvedendo”. Stiamo chi?

Ecco ciò che il PD, con la richiesta di un incontro collegiale di qualche giorno fa, voleva affrontare con il Sindaco Lanzilotti e con tutti i rappresentanti delle altre tre liste che erano state protagoniste per la vittoria nelle Elezioni Amministrative del 2018. Richiesta disattesa e mortificata da queste ultime scelte personali.

Una domanda, però, va fatta al sig. Sindaco: ce l’ha il termometro che misura il grado di soddisfazione dei suoi concittadini, riguardo alla sua attività amministrativa e alla sua vicinanza ai loro enormi problemi? Il Partito Democratico ritiene proprio di no, altrimenti è un perdente nato.

Il Partito Democratico vuole essere partecipe di una alleanza pronta, coesa e dedita a dare una vera svolta alle esigenze di tutta la popolazione. Popolazione mortificata da 25 anni di malgoverno di chi oggi sta all’opposizione e non vede l’ora di ritornare al comando, solo per soddisfare scopi personali, praticare un assistenzialismo clientelare e tutelare tutti coloro che sono stati i colpevoli del disastro finanziario di Carovigno.

Lavorare per far ritornare i vecchi volponi della politica è un gioco a cui il PD non parteciperà mai. Malgrado tutto, il PD confida nei ripensamenti e nei mea culpa del Sindaco e dei suoi stretti collaboratori, ritornando a fare squadra all’altezza del compito che i cittadini hanno assegnato a questa maggioranza.

Ciò che, però, il Sindaco ha detto alla nuova squadra di assessori, cioè, lavorare sodo e lasciare la politica ai consiglieri comunali, Il PD lo contesta, perché ,con questa affermazione, il futuro non si apre a nessuna novità. Il Partito Democratico è impegnato oggi, così come ieri e come domani, a denunciare ogni atto di irresponsabilità commesso ai danni della nostra città, sia di ordine politico che amministrativo. Oggi siamo ancor in tempo per raddrizzare il timone di questa nave in balia della tempesta. Domani potrebbe essere tardi.

Carovigno, 25 giugno 2019

Il Segretario del PD – Giovanni Buongiorno

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