Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’ex presidente del consiglio Francesco Leoci.

“Nel 2015, io e un gruppo di amici che siedono in questa aula, abbiamo dato vita al progetto civico Ripartiamo dal Futuro, a sostegno del candidato Sindaco Massimo Lanzilotti. Con un unico e preciso scopo: perseguire il “bene comune” della nostra amata Carovigno.

La lista civica registrò un buon risultato e tra i candidati più votati della lista vi era mia sorella, che ottenne ben 269 preferenze.

Il progetto non si concretizzò, ma continuò a crescere tra i banchi dell’opposizione grazie al consigliere comunale Massimo Lanzilotti.

Nel 2018, dopo la caduta dell’Amministrazione Brandi, il progetto civico si ripropose, a sostegno dello stesso candidato sindaco, insieme ad altre tre liste civiche, ottenendo un risultato eccezionale e segnando un netto stacco con una politica del passato.

Sin dall’inizio di questo mandato amministrativo la vittoria ha turbato, o meglio avvelenato, più di qualcuno, non solo all’opposizione ma anche in alcune forze politiche della stessa maggioranza.

Infatti, le 1.899 preferenze ottenute dalla lista civica Ripartiamo dal Futuro hanno generato sin da subito continui malumori soprattutto nel PD di Carovigno, che oggi siede fra questi banchi con la lista civica “Popolo Democratico” smembrata da chi non ha ottenuto la sua poltrona.

Questi malumori si sono ripercossi sulla mia figura, in quanto sono stato il consigliere più suffragato con ben 562 voti di preferenza. Che dire, un partito a sé per occhi attenti!

Difatti, tale risultato per i compagni è stato il flagello della loro rinascita politica.

In virtù di ciò, la voglia di sedere su un numero maggiore di poltrone in questa assise da parte dei rappresentanti del Popolo Democratico, rispetto alle altre liste civiche, li ha accecati sino a ricattare il Sindaco affinché non mi fosse concessa la Presidenza del Consiglio Comunale. Ruolo mai preteso ma indiscusso dal resto della maggioranza in ragione del lavoro svolto per impostazione, aggregazione e coordinamento della campagna elettorale.

Purtroppo, il 18 luglio 2018 apprendevo da alcune testate giornalistiche locali di essere indagato in un procedimento penale per un episodio consumatosi nel mio esercizio commerciale e il PD coglieva la palla al balzo tornando alla carica nei confronti del Sindaco per ottenere il mio ruolo di Presidente del Consiglio. Tutto ciò attraverso un documento in cui veniva sancito che se al PD non fosse stata concessa la Presidenza, nel prosieguo della vita amministrativa sarebbe toccato un ulteriore incarico.

Colgo l’occasione per comunicare all’opposizione di essere stato assolto con formula piena per quell’episodio che tanto è stato strumentalizzato poco dopo l’insediamento di questa Amministrazione.

Ahimè, oggi, come già sapete, è insediata nel nostro Comune una commissione di indagine inviata dal Ministero.

Per questa situazione sono consapevole di aver operato nel rispetto delle regole e della legge, insieme al Sindaco e a tutta l’amministrazione comunale.

Confido nel lavoro autorevole della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, e resto a totale disposizione, mi auguro che le indagini facciano il loro corso dissipando ogni dubbio sull’operato di questa Amministrazione, sia durante la campagna elettorale sia durante l’attività amministrativa condotta finora.

Il mio più gran rammarico, come sottolineato dal Sindaco alla chiusura dello scorso Consiglio comunale, è che la commissione ministeriale non si sia insediata prima del 10 giugno 2018, date le continue problematiche verificatesi sui parcheggi di Torre Guaceto negli anni che precedono l’inizio del nostro mandato.

Dopo questo breve excursus, continuo nel racconto parlando delle dimissioni dell’assessore Antonella La Camera, la quale in una lettera scriveva queste parole: “Lascio e a malincuore sia ben inteso, poiché queste dimissioni non sono espressione di una mia volontà, ma dettate da opportunismi e richieste di poltrone, lavorio continuo e sfiancante che rischia di minare la stabilità e gli equilibri interni. Sin dai primi giorni ho infatti sperimentato le pressioni divenute dopo la mia nomina, politiche: una spada di Damocle sulla nostra testa. Richieste e ricatti mal celati che chiedevano e chiedono con insistenza sostituzioni e deleghe di una parte politica che ha dapprima rinunciato ad un simbolo, mascherandosi dietro una lista civica per palesarsi dopo come partito”.

Ricordo che l’assessore La Camera era candidata nella lista civica Popolo Democratico, cioè il PD, ed era scomoda al suo stesso interno per chi da anni ambiva alla poltrona, pertanto, lascio a voi le valutazioni del caso.

Poi, come se non bastasse, con la successiva nomina del nuovo assessore del PD al posto della ghigliottinata figura dimissionaria, perdevamo un’altra figura importante, la dott.ssa Epifani con delega al Bilancio.

La stessa più volte ha espresso un pensiero tutt’ora lungimirante sulle pretese incessanti da parte del PD che nulla avevano a che fare con il bene comune che il gruppo Ripartiamo dal Futuro perseguiva e persegue per la nostra amata Carovigno.

Ritornando alla mia figura politica…

Questa è stata vista sempre scomoda e ingombrante, sia all’interno di questa Assise sia all’esterno, solo ed esclusivamente perché ho lavorato in continua sinergia con il Sindaco, gli assessori e tutti gli uffici comunali affinché si ottenessero risultati positivi per questa Amministrazione ma soprattutto per il bene della nostra Carovigno e dei suoi cittadini.

Ho dato supporto all’assessore Tony Camporeale per intercettare i finanziamenti regionali per tutti i progetti presentati da quest’ultimo e che sono in corso d’opera (apro e chiudo una parentesi: il suo lavoro è fondamentale per la prosecuzione degli stessi); ho supportato l’assessore Palma in un mondo difficile quale quello dell’ecologia; ho supportato l’assessore Orlandini con delega ai servizi sociali soprattutto in quest’anno particolare che ci vede protagonisti nella situazione pandemica; ho supportato l’assessore e vice Sindaco Antonella Tateo all’inizio del suo incarico in quanto abbandonata nel periodo estivo dal suo gruppo politico che era in piena vacanza a Torre S. Sabina.

Sono desolato che oggi si chieda la sostituzione di questi professionisti competenti e soprattutto brave persone che nulla hanno da invidiare alle migliori personalità della nostra città.

Per tutto ciò, solo per aver osato lavorare per il bene comune della nostra cittadina oggi i vari gruppi politici all’interno della stessa maggioranza e soprattutto Italia Viva e il Pd chiedono il mio passo indietro per la Presidenza del Consiglio.

Rammento a tutti che dalla costituzione in Consiglio del gruppo politico Italia Viva non ho mai visto un’azione costruttiva ma solamente perseguire strategie di potere, ne è esempio lampante la tornata elettorale regionale del 20 e 21 settembre 2020.

Infatti, Italia Viva non ha mai partecipato agli incontri quando si parlava delle problematiche comunali quali il dissesto dell’ente, la programmazione delle opere pubbliche e di tutte le altre questioni vitali di un’Amministrazione.

Dal primo giorno in cui ho messo piede nella casa comunale ho ascoltato tutti i cittadini, miei elettori e non, senza chiudere mai una porta in faccia e tentando di risolvere qualsiasi problema, anche quelli seguiti alla mala gestio delle precedenti Amministrazioni, dalle quali abbiamo ereditato oltre 9 milioni di euro di debiti.

Il Sindaco Lanzilotti ha evitato il dissesto dell’ente adottando il piano di riequilibrio pluriennale, per risanare le casse comunali, che attualmente si trova in fase di approvazione presso la Corte dei Conti.

Proprio per tali ragioni, per supportare il Sindaco, Ripartiamo dal Futuro e questa Amministrazione, faccio un passo indietro rispetto alla mia carica politica.

Nell’ultimo Consiglio comunale è stato chiesto al Sindaco di azzerare la Giunta e rassegnare le dimissioni e, successivamente, dopo vari incontri e documenti firmati, i vari gruppi politici hanno sempre aggiunto richieste ulteriori, quasi come se l’obbiettivo non fosse quello di far perseguire l’attività amministrativa fino alla fine della delicata emergenza sanitaria.

Con le mie dimissioni non mi pare che si stia parlando di composizione tecnica ma di incarichi politici.

La logica vuole che se si parla di incarichi politici si devono mettere in discussione tutti i ruoli della vita amministrativa e, pertanto, faccio particolare riferimento alla carica del Presidente del Consorzio di Torre Guaceto di cui non abbiamo nessuna notizia. Questo mi fa pensare che ci sia un legame indissolubile alla poltrona.”

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