Torre Guaceto

Appello del Consorzio dopo i risultati dello studio condotto da novembre-dicembre 2017 a maggio 2018 in tre tratti di costa sabbiosa

“Proteggiamo il nostro mare dai rifiuti: è un patrimonio prezioso che deve essere salvaguardato”. L’appello arriva dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, alla luce dei risultati delle attività di monitoraggio condotte da novemvre dello scorso anno, sino a maggio. in tre tratti di costa sabbiosa.

“Sono stati censiti e raccolti manualmente tutti i rifiuti di dimensioni superiori ai 2,5 centimetri e i mozziconi di sigarette presenti sulla superficie di 300 metri lineari complessivi di spiaggia”, spiegano dalla sede del Consorzio. I risultati: complessivamente sono stati contati 9.585 oggetti classificati come rifiuti. Il 94 per cento di questi è fatto di plastica, il 2 per cento di gomma e carta, l’uno per cento  di legno, vetro e ceramica. La plastica è, quindi, il rifiuto più abbondante. Con riferimento alla tipologia degli oggetti raccolti, la ricerca del Consorzio ha rivelato che la categoria più abbondante è costituita da frammenti di plastica non classificabili arrivando al 29 per cento del totale, in ordine decrescente seguono i bastoncini di cotton-fioc con il 24 per cento, i contenitori e gli utensili per alimenti di vario uso come posate, piatti, bicchieri, bottiglie, tappi, cannucce e stecchi di leccalecca con 19 per cento gli oggetti in corda per la pesca per l’11 per cento  le reti impiegate per l’allevamento di mitili con il 5 per cento, frammenti di polistirolo e mozziconi di sigaretta 2 per cento, buste e sacchetti di vario utilizzo e rifiuti medici, come flaconi e siringhe l’1 per cento.

Si osserva, quindi, i rifiuti per l’igiene personale, principalmente rappresentati dai cotton-fioc, costituiscono complessivamente un quarto del numero totale di quelli censiti.  A porre rimedio al fenomeno, l’emendamento dello scorso dicembre alla legge di Bilancio, che sancisce dal 2019 lo stop ai cotton-fioc non biodegradabili e introduce dal 2020 il divieto di utilizzare microplastiche nei cosmetici.

Lo studio svolto a Torre Guaceto, ha, inoltre, chiarito l’origine dei rifiuti raccolti in spiaggia. Il 70 per cento di questi è materiale spiaggiato, la restante parte è stata deposta da terra o ha un’origine incerta.  Dunque, a causa dell’impatto antropico sul mare, le correnti marine portano sulla costa i rifiuti e ciò non può essere evitato dalla gestione dell’Amp

“Per acquisire un esempio pratico di quanto illustrato basta guardare agli isolotti prospicenti la torre aragonese. Questi sono localizzati nella zona A dell’Amp di Torre Guaceto, area non raggiungibile dagli utenti”.  Nella stagione estiva, il Consorzio ha organizzato due giornate di pulizia specifica. Una a luglio, l’altra esattamente un mese dopo. In entrambi i casi i volontari prima della Lega navale di San Vito dei Normanni, poi quelli del Wwf Brindisi, hanno raccolto oltre 15 sacchi di rifiuti.

“Si invita, perciò, quanti amano la Riserva a vivere sostenibile. La plastica sta minando seriamente la vita marina. La maggior parte delle tartarughe recuperate dal Consorzio e ricoverate presso il Centro dell’area protetta rilascia in vasca frammenti di plastica. Quindi, se non per la natura in senso lato, bisognerebbe fare uno sforzo in più nella vita di tutti i giorni proprio per le tartarughe che tutti apprezzano ed emozionano quando dopo le cure a Torre Guaceto rese necessarie dall’impatto antropico sul mare, tornano libere, in acqua”.

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