Anche quest’anno l’orto scolastico della scuola primaria F. Lanzillotti di Carovigno prende vita.

CONTENUTO SPONSORIZZATO Nella scuola primaria di Carovigno torna l'orto scolastico

Anche quest’anno l’orto scolastico della scuola primaria F. Lanzillotti di Carovigno prende vita. Nella mattinata di oggi, sabato 10 novembre i piccoli studenti della della V sez I hanno messo a dimora diverse piantine.

“L’inserimento dell’orto in un ambiente aperto, sul quale interagiscono innumerevoli eventi (metereologici, climatici, urbanistici, umani, animali) favorisce la comprensione di concetti come l’ecosistema, la biodiversità, l’interconnessione di tutti gli esseri viventi con l’ambiente e l’importanza di un impegno concreto per la sua salvaguardia”. Si legge in una nota fornita dalla scuola. La qualità del risultato raggiunto, infine, oltre a favorire l’autostima, crea un valore aggiunto per tutta la comunità scolastica e non solo dal punto di vista educativo, ma anche da quello estetico, ricreativo e educativo”.

“Non cambierà il mondo, questo piccolo orto didattico, ma nella testa di quelli che un giorno si troveranno a prendersene cura, forse, almeno qualche semino, sarà rimasto. L’orto didattico è diventato un’importante occasione di progettazione partecipata, di allargamento della percezione di appartenenza, e quindi di responsabilizzazione, nei confronti di un’istituzione scolastica sempre più a misura dei suoi bambini”.

“Ecco che attorno al piccolo pezzo di terra si crea una rete di relazioni umane, che danno un senso all’idea di comunità”. “Un grazie ai bambini, della V sez I, ai vivai Calemone – Univerde al nostro ds Prof. Mario Pecere e alle docenti Rosamaria Pecere e Giusi De Biasi. “Una delle prime condizioni di felicità, riconosciuta da tutti come tale, è una vita in cui non sia violato il legame dell’uomo con la natura, ossia una vita a cielo aperto, alla luce del sole all’aria fresca in comunione con la terra, le piante, gli animali. Da sempre gli uomini hanno considerato la privazione di queste cose come una grande disgrazia”. Lev Nikolaevic Tolstoj, La Felicità, 1884

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