Martedì 22 Ottobre 2019 alle ore 18.30 si terrà presso il Castello l’evento Culturale Dedicato a “ Salvatore Morelli ” – Antisegnano dei Diritti della Donna – in Occasione del 139° Anniversario della Morte – Presentazione del Fumetto “ Il Deputato Salvatore Morelli – Uno Sguardo Oltre l’Orizzonte del Tempo”

Salvatore Morelli Nasce a Carovigno (Brindisi) il 1° Maggio 1824 – Muore a Pozzuoli (Napoli) il 22 Ottobre 1880, in Occasione del 139° Anniversario della Morte ci sarà la presentazione del Fumetto “ Il Deputato Salvatore Morelli – Uno Sguardo Oltre l’Orizzonte del Tempo” – Interverrà all’Evento l’Autrice dei Testi del Fumetto

Maria Grazia Colombari – Cittadina Onoraria di Carovigno – Autrice del Libro: “Salvatore Morelli, il deputato delle donne”

Introduce Primarosa Saponaro Portavoce del Comitato Civico Cittadino di Volontariato Promotore della Petizione Popolare per il Monumento in Carovigno a “S. Morelli” – Carovigno

Saluto di Massimo Lanzilotti – Sindaco del Comune di Carovigno

INTERVENTI di : Luigi Cesaria – Presidente Università Popolare “G. Cesaria” – Carovigno

Greta Mastroianni Greco Autrice del Libro “ Il Femminismo Prima delle Femministe – Salvatore Morelli e Victoria Woodhull ”

Vito Uggenti del Comitato Civico Cittadino di Volontariato Promotore Petizione per il Monumento a “S. Morelli” – Carovigno

Antonella Tateo Assessore alla Cultura – Vice Sindaco – del Comune di Carovigno

L’Attore Paolo De Vita Reciterà un passo significativo delle Opere di Salvatore Morelli

Conclude l’Evento lo Storico Rosario Iurlaro – della Società di Storia Patria

Esemplare per la capacità di guardare lontano e l’inadeguatezza a vivere nel proprio presente, Salvatore Morelli (Carovigno, 1824 – Pozzuoli, 1880). Fiero oppositore dei Borboni, è per questo duramente perseguitato e sconta lunghi anni di prigione nelle carceri di Lecce, Ponza, Ischia, Ventotene. L’unificazione nazionale lo vede impegnato a fondare e dirigere giornali e riviste – a Lecce nel 1860 “Il Dittatore”, di impronta mazziniana; a Napoli nel 1861 “Il Pensiero” che nel corso dei suoi quattro anni di vita conobbe ben 184 sequestri – sui quali in lunghi articoli viene affinando il suo sistema di idee. Per lui conoscenza e vita sociale debbono fondarsi sulla scienza e sulla tecnica, unici strumenti possibili per ogni tipo di sviluppo materiale, morale e civile. Il male di ogni società per Morelli è da individuarsi nell’ignoranza, il suo antidoto è l’istruzione, gratuita e obbligatoria per tutti con al suo centro l’abolizione di qualsiasi forma di insegnamento religioso e un largo spazio assegnato a materie come la storia, la geografia e, soprattutto, alla scienza e alle sue applicazioni tecniche.

Dura anche la sua condanna delle spese militari: piuttosto costruire scuole, ferrovie, allargare servizi assistenziali e il diritto a usufruirne… Eletto deputato per la prima volta nel 1867 per il collegio di Sessa Aurunca, si impegna a fondo in Parlamento per trasformare in leggi i frutti di un intenso lavoro di elaborazione e documentazione delle migliori esperienze europee in materia di giurisprudenza familiare: per esempio, una riforma che preveda la parità di diritti fra moglie e marito, il doppio cognome, la possibilità del divorzio e l’eliminazione di qualsiasi discriminazione tra figli legittimi e naturali. Alla attività politico-legislativa affianca anche una coerente attività pubblicistica: tra i suoi lavori più carichi di novità e di utopia, più volte ripubblicato, La donna e la scienza, considerate come i soli mezzi per risolvere il problema dell’avvenire, 1861.

Presente alla Camera dei Deputati fino al 1880, di convinzioni repubblicane, laiche e libertarie con qualche simpatia per il socialismo aurorale, per quattro legislature si batte per la parità tra i sessi e già nel 1867, primo in Europa, presenta la proposta di legge “Abolizione della schiavitù domestica per la reintegrazione giuridica della donna, accordando alle donne i diritti civili e politici”, uno straordinario passo in avanti in un Paese che codificava la subalternità della donna al marito, facendone una figura fragile e trascurabile. Sempre a Salvatore Morelli appartiene un disegno di legge con la richiesta del diritto di voto per le donne e non si smemorino fra le sue altre proposte, l’istituzione della cremazione, l’abolizione della pena di morte, la proposta – questa sì futuribile – della istituzione di una Società delle Nazioni per tutelare la pace universale. Seppure emarginato in un Parlamento bellicista e tutto al maschile, grazie al suo imperterrito impegno, nel 1877 il Parlamento italiano approva la legge Morelli n. 4176 del 9 dicembre 1877, riconoscendo alle donne il diritto di essere testimoni negli atti regolati dal Codice civile, come i testamenti, un significativo progresso per i suoi risvolti economici e per l’affermazione del valore della capacità giuridica delle donne. Inoltre è in virtù del suo lavoro parlamentare se le ragazze sono ammesse a frequentare i primi due anni del Ginnasio. Torna poi spesso, Morelli, a intervenire contro la Legge delle Guarentigie (ovvero le garanzie concesse al papa pari a quelle previste per un Capo di Stato straniero, con la differenza che da quando tale legge entra in vigore le spese dei successori di Pietro sono a totale carico del contribuente italiano).

Apprezzato all’estero da grandi uomini di cultura del suo tempo come Stuart Mill e Victor Hugo, nel suo Paese conosce solo incomprensioni e l’isolamento da parte dei contemporanei, oggetto del livore di un senso comune becero e dell’accanimento dei disegnatori satirici del tempo.

Muore in miseria – non esistevano allora le indennità parlamentari e i vitalizi – nella camera di una povera locanda a Pozzuoli. Le più importanti esponenti dei movimenti di emancipazione femminile statunitense piangono la sua dipartita e scrivono che è scomparso il più grande difensore dei diritti delle donne nel mondo.

È stato uno sconfitto Salvatore Morelli?

Sì, certo… Pochi, però, come lui sono stati capaci di lasciare nel mondo segni che non possono più essere cancellati dalla memoria collettiva delle donne e degli uomini.

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