Ottanta giganti secolari cadono sotto le ruspe e le motoseghe. In contrada Colacavallo, agro di Carovigno, dove la Xylella ha fatto infettato ulivi maestosi.

La caduta dei giganti infettati dal batterio che è dilagato per colpa di incertezze, ritardi, interventi sbagliati, ricorsi che si sono rivelati veri e propri boomerang, teorie ambientaliste senza alcun costrutto scientifico. E mentre la ricerca sta sperimentando l’innesto di specie di olive resistenti alla Xylella fastidiosa, come soluzione per fermare la dissoluzione degli oliveti pugliesi, la ruspa e le motoseghe fanno il loro lavoro: ciò che andava fatto per tempo, e che avrebbe probabilmente limitato la perdita di piante che ora si calcola a centinaia di migliaia.

Un capitolo della storia di questa epidemia è stato scritto questa mattina in contrada Colacavallo. Lungo la provinciale tra Carovigno e San Michele Salentino, a circa due chilometri e mezzo Dal primo di questi due centri. Ci dicono che in questa zona la Xylella ha colpito qui, soprattutto. Poco dopo un misterioso essiccamento dell’erba nell’area e nelle campagne circostanti. Non si è mai capito se per effetto della siccità, o di un diserbante. Il proprietario dell’oliveto, Pasquale Lanzillotti, non è mai riuscito a venire a capo di tale dubbio. é crescito tra queste piante, che cura da 56 anni: quando le ruspe si sono avvinate al più vecchio degli ulivi non ha retto ed è andato via.

Oggi 24 ottobre è arrivata l’ora dell’esecuzione, dopo centinaia di anni, di un’ottantina di ulivi maestosi, non tutti della stessa età, ma molto antichi, antichissimi. Spettacoli che fanno stringere il cuore non solo a chi li possedeva e li curava, ma a chiunque ami la vita e la natura. Hanno visto secoli di storia, e nella tarda mattinata molti di questi alberi erano già ridotti a legna da ardere, inguaribili secondo le conoscenze della fitopatologia moderna: non ci sono riusciti gli americani, ci stiamo provando noi, nei laboratori delle università pugliesi.

La scienza non può correre, ha bisogno di conferme dai test, poi potrà indicare la strada. In contrada Colacavallo gli ulivi secolari, intanto, sono andati alla morte. Ha guidato le operazioni un ispettore fitosanitario della Regione Puglia, Luigi Zecca, secondo il programma prestabilito. Intanto la Xylella è andata oltre, ha raggiunto il confine tra il Brindisino e il Barese. Ma qui gli alberi sono caduti a decine, stamani, nello sferragliare delle ruspe che hanno estirpato radici infinite, una cosa che colpisce forse di più del taglio dei tronchi, perché è un atto definitivo.

TI RACCOMANDIAMO