La Cmc è stata convocata dalla Divisioni Elicotteri di Leonardo per un tavolo di confronto su nuovi progetti.

Non vogliamo chiudere lo stabilimento di Carovigno. Non stiamo delocalizzando in Polonia». È un concetto che ribadisce Alfonso Centuori amministratore delegato della Cmc di Carovigno, in questa delicata fase di confronto sul futuro dell’intero settore aerospaziale, in Puglia, dopo i timori manifestati sui livelli occupazionali dalla organizzazioni sindacali. La Cmc intanto è stata convocata dalla Divisioni Elicotteri di Leonardo per un tavolo di confronto su nuovi progetti.

Ingegner Centuori ritiene che la richiesta di incontro della Divisione Elicotteri, ricevuta ieri, scaturisca da quanto avvenuto negli ultimi giorni?

«No. L’incontro era stato pianificato a seguito della riunione tenutasi qualche settimana fa. Questo incontro serve a capire come procedere nella nostra partnership industriale»

Può questo incontro essere risolutivo per garantire un lungo periodo di occupazione per CMC Italia?

«Leonardo affronta quotidianamente le sfide del mercato globale. In un contesto di forte volatilità, risulta difficile fare piani a medio – lungo termine. Ritengo che la nostra azienda debba essere funzionale alla politica industriale di Leonardo come partner proattivo e non “pretendere” lavoro in maniera assistenzialistica, visto che fra l’altro Leonardo è una azienda quotata in borsa e l’IRI non esiste più da anni»

La decisione di continuare almeno in questa fase di contrattazione con Leonardo, senza la Regione, da cosa nasce?

«Dalla libertà imprenditoriale che ogni manager deve esercitare per l’interesse dei propri dipendenti e per le strategie della propria azienda. In una fase delicata di costruzione del nostro futuro con Leonardo, sarebbe un ostacolo subire presenze esterne, quando ci sono già delle discussioni in atto per il nostro progetto comune. Siamo andati lunghi con la fase di avvio di queste nuove commesse e ne stiamo risentendo, ma sono sicuro che sapremo trovare una soluzione che accontenti le rispettive strutture»

In questi giorni avete ricevuto visite di rappresentanti politici ed istituzionali ad ogni livello. Rassicurazioni da tutti i partiti. Lei concretamente cosa si attende da questo interessamento?

«Per una volta nella nostra bellissima regione ho visto un sincero interesse per il futuro industriale del nostro settore. Abbiamo un bisogno assoluto di avere una politica industriale vera, che guardi al Mezzogiorno come ad un sistema industriale integrato con il resto del paese. Senza fabbriche siamo un paese morto. Mi aspetto che si rivedano le strategie industriali verso il sistema produttivo interno del nostro paese e si guardi oltre i nostri confini, dove Boeing, Airbus, UTC, General Electric mantengono una forte presenza nazionale, anche se poi operano a livello globale con successo. Esiste quindi una ricetta per operare nei mercati globali senza perdere la forte componente industriale nazionale»

Oggi i vertici di Leonardo a Bruxelles incontrano gli Europarlamentari italiani. Cosa potrebbe emergere in questa sede?

«Spero che Leonardo possa riconoscere i nostri sforzi, più o meno sufficienti in questo contesto specifico ed a livello corporate possa armonizzare le necessità delle sue divisioni elicotteri ed aerostrutture. Se ci potesse essere questo equilibrio per non bloccare la nostra trasformazione in atto, avremmo vinto tutti»

Ha dichiarato nei giorni scorsi la contrarietà nell’avviare la procedura con la task force regionale. Perché ritiene che non ci siano i presupposti?

«Stiamo già lavorando con Leonardo per un “futuro migliore” per noi ed i nostri lavoratori, con cui c’è un ottimo rapporto, li considero come la mia famiglia allargata. Quindi un tavolo quasi di “contrapposizione” va contro ogni mio principio etico, imprenditoriale e sociale»

La crisi dello stabilimento di Leonardo Elicotteri a Brindisi, dove da più di 1.200 persone si è passati oggi a meno di 400, può essere all’origine della crisi delle PMI locali?

«Se alla grande azienda viene il raffreddore, alle PMI viene la polmonite. Il cambiamento di Brindisi ha portato una forte crisi sul territorio ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Le PMI negli anni hanno sempre dimostrato di essere funzionali ai grossi ingranaggi del gruppo Leonardo, creando efficienza di processo e di prodotto».

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