Il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto ha sottoscritto una richiesta appena avanzata al ministero per le Politiche agricole e forestali per la creazione di un’area localizzata in acque internazionali per la tutela dei pesci.

Nel 2018, gli esperti della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM) hanno esaminato la proposta di istituzione di un’area di ripopolamento delle risorse ittiche (Fish Recovery Area, FRA) nel Canale di Otranto, tra l’Italia e l’Albania, denominata FRA di Otranto.

In quest’area si trovano habitat ittici essenziali per diverse specie definite “commerciali”, quali il gambero rosso, quello rosa, il nasello e il gattuccio boccanera, alcune delle quali allo stato attuale sono fortemente sovrasfruttate, e rari ecosistemi vulnerabili marini, quali i coralli bianchi ed il corallo bamboo.

Nel 2017, una misura simile a quella che è stata proposta oggi, venne introdotta nella Fossa di Pomo, al centro dell’Adriatico per contribuire al recupero degli stock di nasello e scampo.
I primi risultati ottenuti in questa area e registrati nell’ambito del piano di monitoraggio condotto da ricercatori italiani e croati, e presentato alla CGPM lo scorso giugno, indicano una ripresa sorprendente della biomassa di queste due specie nell’area, questa è più che raddoppiata nei meno di due anni che sono passati dall’istituzione dell’area di ripopolamento.
Oggi, la FRA della Fossa di Pomo costituisce un caso internazionale di buona pratica, ed è citata come modello da replicare ai fini del raggiungimento dell’obiettivo, sancito dalla Dichiarazione di Malta, MedFish4Ever1, di costituzione di una rete di FRA in tutto il Mediterraneo entro il 2020.

“Noi del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, così come tutti gli altri firmatari della richiesta – ha spiegato il presidente dell’ente, Corrado Tarantino -, riteniamo che l’istituzione di una FRA nel Canale di Otranto nel 2020, rappresenti un’opportunità importante per sostenere il recupero delle risorse ittiche e per il futuro di una pesca sostenibile, anche nel basso Adriatico”.

Sono tanti gli enti che oggi si sono uniti ed hanno mosso il proprio appello al ministro Teresa Bellanova, chiedendone il sostegno nell’ambito della CGPM, tra i firmatari della richiesta, oltre al Consorzio di Torre Guaceto, infatti, ci sono Adriatic Recovery Project, AdriaPAN, Area Marina Protetta di Porto Cesareo, associazione Magna Grecia, associazione Puglia&Mare, Coppula Tisa, Centro Recupero Tartarughe Marine – Museo di Storia Naturale del Salento (MSNS), Centro Studi Cetacei, GAL Alto Salento, Greenpeace, Legambiente, Marevivo, MedReAct, Porto Museo di Tricase, Reef Check Italia.

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