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Il comandante coraggioso. Il saluto di riconoscenza. Ed intanto nel cuore il pensiero fisso alla sua terra d’origine. A quella Carovigno oggi anche lei martoriata dal Covid-19.

Antonio Tateo è il comandante della Costa Diadema che dopo un’odissea durata 16 giorni è riuscito ad attraccare nel porto di Piombino, con a bordo 1.255 persone dell’equipaggio, tra cui anche casi sospetti di coronavirus.

«E’ il nostro eroe». In una Carovigno, in preda al panico ed alle prospettive incerte per gli effetti sulla comunità del Covid-19, anche con diversi decessi, la storia di questo comandante, partito tanti anni fa dalla provincia di Brindisi, è la prima luce di un tunnel ancora lungo. Ma c’è l’orgoglio di poter gridare ad alta voce e riconoscere i meriti del proprio concittadino. Di chi non si è arreso alle difficoltà. Ad i no per attraccare dei porti italiani ed esteri, ha risposto con la diligenza e la sapienza del buon padre di famiglia: nessun abbandono della nave. Fino all’ultimo e per ultimo caricandosi sulle spalle le gravose responsabilità.

Il lieto fine è giunto pochi giorni fa, con il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, che ha concesso l’autorizzazione all’attracco. «Innanzitutto desidero esprimere rinnovata riconoscenza nei confronti del nostro direttore generale Neil Palomba, del team Unità di Crisi e tutta Costa Crociere, l’equipaggio tutto di Costa Diadema racconta il comandante Tateo- che sta fronteggiando in maniera professionale questo periodo estremamente difficile per il Covid-19, per avermi offerto costante supporto nel periodo più intenso, dove gli avvenimenti si succedevano a ritmo serrato, richiedendo un forte coraggio nel prendere determinate decisioni che potevano risultare non sempre di facile gestione».

Tateo aggiunge: «A tutti loro va la riconoscenza mia personale cosi come la gratitudine di tutto l’equipaggio alla città di Piombino, al sindaco, Francesco Ferrari, alle autorità civili, militari e religiose che hanno dato segno della loro grande generosa solidarietà, e per l’accoglienza dimostrataci nel fare entrare ad ormeggiare la Costa Diadema nel loro porto, dopo circa 13 giorni di navigazione occorsi per rientrare da Dubai più altri 3 giorni in attesa nel Mar Tirreno, con 1.255 membri di equipaggio a bordo che ho l’onore di rappresentare».

Giunta nei pressi del porto dalla Diamadea la sirena ha suonato tre volte: un segno, distintivo, di ringraziamento e riconoscenza da parte del comandante e dell’intero equipaggio, come da legge del mare. «Nel nostro lavoro spesso ci troviamo a gestire situazioni non facili, ma tutto è andato bene. La Costa Diadema insieme a tutto il suo equipaggio è riuscita a rientrare in Italia. Vorrei sottolineare che il mio delicato lavoro è stato facilitato dal modo professionale e umano, con il quale i membri del mio equipaggio hanno reagito alle molteplici sfide che si sono avvicendate giorno per giorno, considerando i molteplici cambi dello scenario internazionale».

Nonostante il momento delicato a livello italiano, il comandante Tateo ha voluto anche testimoniare la sua vicinanza alla terrà d’origine. «Un pensiero va anche alla mia città Carovigno, al suo sindaco, alla mia famiglia, ai miei cari ed ai miei amici tutti che stanno passando un periodo pieno di sacrifici. Sacrifici di comportamento e di emotività per le misure necessarie adottate dal nostro Governo e spero che tutti i miei concittadini afferma il comandante- accettino con grande senso civico senza trasgredire alle disposizioni e di continuare ad osservarle finché sarà necessario».

E dal comune brindisino, il sindaco Massimo Lanzilotti, si dice pronto, appena sarà possibile, ad omaggiare questo esempio ed i valori, che anche in questa circostanza Tateo ha dimostrato. «Sono orgoglioso del mio amico e concittadino. Nonostante le tante difficoltà ha dimostrato ancora una volta il suo grande senso di responsabilità, e dedizione per questo ruolo.

Voglio da parte mia dichiara Lanzilotti- rivolgere anche un sentito ringraziamento al sindaco di Piombino. Aspettiamo quanto prima il comandante Tateo a Carovigno. A lui un grazie ed un abbraccio virtuale, con l’auspicio di incontrarlo qui a breve nella nostra città».

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