Domenico Lanzilotti, di Carovigno, è stato per 50 giorni ricoverato nel reparto di Pneumologia del Perrino.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di ringraziamento di Domenico Lanzilotti, di Carovigno, nei confronti del reparto di Pneumologia dell’ospedale Perrino dove, da malato di Covid-19, ha trascorso 50 giorni. Oggi Domenico è, fortunatamente, uscito da questo incubo, è tornato dalla sua famiglia e vuole esprimere piena riconoscenza a tutto il personale medico e paramedico per avergli salvato la vita.

“Non posso che iniziare esprimendo tutta la mia riconoscenza ai medici e a tutto il personale infermieristico del reparto di Paneumologia del Perrino che lavora in maniera eccellente sia dal punto di vista professionale ma anche dal punto di vista umano, istaurando con i pazienti un rapporto di servizio ma anche di autentica dedizione, in particolar modo il mio grazie al primario Sabato e al suo collega dottore Aprile. Il mio appello va a tutti voi che leggete invece, al vostro buon senso civico di immensa responsabilità per i giorni a venire e di rispetto per voi stessi e per i vostri cari.

So benissimo che siete tutti stanchi di stare in casa, incominciate ad annoiarvi, lo stress di tante cose a cui non siete più abituati, il bel tempo che non aiuta affatto ma la situazione, credetemi, non è risolta ed ancora per niente rosea. Quando tutto sembra che non possa scalfirti più arriva lui e non lo vedi, neanche te ne accorgi. Bisogna essere bravi, avere ancora tanta pazienza. Vi prego di rispettare tutte le regole, sono fondamentali per cercare di uscire da questa pandemia assurda che mai nessuno poteva immaginare. Dobbiamo imparare a conviverci fino a quando non finirà.

Poche righe per descrivervi i miei lunghi 50 giorni passati in reparto senza più riuscire a distinguere giorno e notte. Sembravano interminabili a causa di un mostro che tutti ormai conosciamo come Coronavirus. Camere bianche, vuote, fredde. Accanto a me semplici persone nelle mie stesse tristi condizioni, poi diventati grandi amici ed insieme uniti e pronti a farci coraggio l’uno con l’altro. Tutto il personale bardato da quelle tute bianche, mascherine, occhiali, guanti, Credetemi sembravano astronauti ed io sembravo far parte di un altro pianeta e purtroppo non di certo il mio. Questo non mi piaceva affatto, avevo paura non lo nascondo, tra le loro tute bianche riuscivo a vedere solo i loro occhi e dopo qualche giorno riuscivo a distinguerli solo dal loro rassicurante timbro di voce. Questo almeno mi incoraggiava perché avevo capito che oltre ad essere grandi professionisti erano delle persone con un cuore immenso. I miei eroi, coloro i quali mi hanno ridato la forza, la speranza e la mia vita.

Quando ho appreso la sconcertante notizia che anche loro si erano contagiati dedicandosi talmente tanto, da dare tutto, anche la loro vita per noi, non mi vergogno a dirlo ma ho pianto pregando che tutto finisse il prima possibile. Impossibile descrivere davvero quei momenti. Ora sono finalmente a casa accanto alla mia famiglia che non smetterò mai di amare e ringraziare per quanto mi sono stati vicini, uniti più che mai, insieme ad amici e parenti che mi hanno riempito il cuore, minuto dopo minuto, colmando spazi infiniti. Grazie anche al mio nipotino Diego, la vera forza e grande stimolo per andare avanti con determinazione, coraggio.  Sappiate che dopo tutto questo brutto periodo vorrei conoscervi e guardarvi in faccia senza tutte le vostre tute protettive, mascherine e ripetervi il mio, ma penso anche degli altri pazienti, infinito grazie e riuscire a trovare un attimo di svago per poter festeggiare tutti insieme”.

Domenico Lanzilotti

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