Polizia locale e carabinieri di Carovigno impegnati nell’identificazione dell’autore del grave fatto avvenuto nel centro urbano.

Si restringe il campo delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Raffaele Casto e condotte dalla Polizia locale in collaborazione con i carabinieri della stazione di Carovigno, sull’uccisione di Remì, il cane adottato da una donna di Carovigno ma abituale frequentatore di via Mascagni, una strada del centro urbano distante dall’abitazione che lo ospitava.

Le indagini svolte nell’immediatezza dei fatti
Remì è stato fulminato con una fucilata nella mattinata di ieri martedì 29 gennaio proprio in via Mascagni, da una persona di cui tra ieri sera e stamani si stava completando l’identificazione. Un soggetto cui la presenza del meticcio non andava a genio, e che non ha esitato ad aprire il fuoco in una pubblica via e in un orario (era le 8,15 secondo le testimonianze) in cui circolano anche bambini diretti a scuola. Uno dei reati che sarà certamente contestato al responsabile del fatto è quello di spari in luogo pubblico, oltre che quelli connessi all’uccisione del meticcio.

Nella serata di ieri i militari dell’Arma locale hanno visionato le armi di una persona residente in via Mascagni, titolare di una licenza di caccia e del permesso per detenere sette fucili. Evidentemente si sta cercando di verificare la compatibilità tra la ferita mortale inferta al cane, i pallini recuperati e una delle armi sospette (il pm aveva subito disposto l’esame autoptico sul cane ucciso, che sarà effettuato all’Istituto zooprofilattico di Foggia).

Da quanto si sa, i fucili dopo i rilievi effettuati sono stati al momento restituiti al proprietario. Inoltre, i carabinieri avevano in precedenza interpellato l’intero vicinato per cercare elementi utili per le indagini. Vale la pena rimarcare che non c’è tutt’ora alcuna persona segnalata al pm. Si sta ancora componendo il mosaico degli indizi raccolti tra ieri e questa mattina.

Gli Animalisti Italiani annunciano azioni legali
La signora che accudiva Remì, Rosa Epifani, stamani intanto è stata ascoltata dalla comandante della Polizia locale di Carovigno, Stefania Urso, per una ricostruzione dei fatti più accurata da allegare agli atti da trasmette al pm che segue il caso. E il rappresentante per la Puglia degli Animalisti Italiani, Alfonso De Liguori, si è recato a Carovigno questa mattina per annunciare che l’associazione tramite il proprio ufficio legale nazionale sporgerà formale denuncia contro ignoti o contro l’autore del crimine, se nel frattempo si perverrà alla sua identificazione, e fornirà assistenza legale alla padrona del cane.

Gli Animalisti Italiani stanno seguendo tutti i casi recenti di uccisioni di animali in Puglia, inclusa quella di Jako, il cane dato alle fiamme e morto dopo essere stato cosparso di liquido infiammabile a San Pietro Vernotico. Anche per quella vicenda non c’è ancora un nome iscritto nel fascicolo aperto dalla Procura di Brindisi, ma le indagini dei carabinieri di San Pietro Vernotico – fa sapere De Liguori – proseguono malgrado la palese omertà di molti. Non è affatto detto che l’autore dell’atroce gesto se la passi liscia, malgrado i silenzi che, obiettivamente, lo hanno protetto sino a questo momento.

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