Lea Garofalo una vita per la libertà, in scena al Teatro Italia il 29 Febbraio alle ore 21.00, spettacolo che vuole ricordare la forza, l’amore per la vita e la sete di verità di Lea Garofalo, testimone di giustizia strangolata e bruciata per ordine della ‘ndrangheta nel 2009.

Scritto dal Regista Alessandro Versano, e interpretato da Marilu’ Sbano, Con Carmen Morelli, Marina Maria Vita, Anna D’amato, Alina Tamborrano, Damiano Saponaro, Francesco Sciascia, Vito Lo Prencipe.

Lea Garofalo, testimone di giustizia strangolata e bruciata per ordine della ‘ndrangheta nel 2009, all’età di 35 anni, per non essersi sottomessa al sistema criminale nel quale era cresciuta, e del quale facevano parte la sua famiglia di origine e il compagno, padre di sua figlia Denise .

Il Regista specifica, però, che i fatti sono liberamente interpretati e che il racconto è “un omaggio alla sua testimonianza e a quella della figlia”. Una storia che “l’ha travolta”, e che ha deciso di raccontare.

Ad aprire la scena è la canzone Cuore di Rita Pavone, “affetto riempie gli occhi e illumina il fondale della scena. (è Denise il vero nome della figlia di Lea Garofalo) inizia a riscaldare l’ambiente risvegliando i nostri sensi, ed evocando poco a poco immagini che sanno di passato, di tradizione, di veracità, di terra del Sud. Ci fa entrare lentamente nei suoi ricordi e ce li mette addosso, a stretto contatto con la pelle Sarà Lea a dare voce nel suo ultimo messaggio di vita alla figlia, la lettura del suo testamento spirituale.

Il ritratto di Lea assume le forme della nostalgia, che “riempie l’anima di ciò che non si può più toccare con il corpo”. Denise è piena dei sorrisi che irradiavano luce dal viso di sua madre, che la facevano sentire al sicuro e amata, che le hanno poi insegnato ad usare gli angoli del cuore, lì dove “si annida la speranza”, per continuare a vivere. La sua storia è quella di una donna che si ribella all’illegalità ed è per questo costretta a nascondersi, ad essere sotto protezione, attenta a non fare attecchire mai alcuna radice in alcun luogo. “Si ribellava a quel sistema anche da morta”; mentre il suo corpo bruciava nel petrolio senza consumarsi,”le hanno dovuto spaccare le ossa” per farla sparire. Il suo unico vero e forte legame nei 7 anni di fuga è quello con la figlia, colei che le ha dato la forza di scoprire le corde più profonde della sua anima e mettere in discussione tutta la sua vita: lottare per Sara, perché il suo futuro sia migliore di quello che è toccato a lei, tenerla lontana da ciò che la può sporcare, perché per una bambina di cinque anni può ancora esserci la speranza che l’illegalità non diventi una condizione normale.

E’ densa la scena, di Alessandro Versano autore dello spettacolo. Verboso. E’ intriso di fatti, emozioni, sofferenze, ricordi, speranze e di rabbia, quella di chi parte e di chi torna. E dei profumi di una terra che sa di Sud, di abitudini e vecchi schemi, di semplicità, ma anche di assenza di legge e disumana violenza. Il linguaggio che utilizza è poetico, ma anche duro, diretto. A volte è calabrese, a volte siciliano, a volte napoletano, interpretazione, quella di Lea e quella di sua figlia, che in alcuni momenti, però, si confonde, come quando buttato a terra il tavolo, gli si rannicchia davanti impaurita: c’è un sovrapporsi di voci, di personaggi. Le troppe parole, a volte, la fanno incespicare, i troppi cambi emotivi a volte la stremano, si sentono leggeri cali di suono e il contatto col pubblico rallenta ma poi subito recupera il filo e la nostra attenzione. E’ lei a guidare e a mettere ogni cosa al suo posto, sul palco e in platea, bene allenata ai veloci cambi emotivi, ai ritmi intensi, come ci confessa l’autore.

La regia è precisa e attenta. Le scene e i costumi sono funzionali alle azioni e alle emozioni dell’attrice in scena. Ogni oggetto sul palco ha un senso e l’attrice interagisce con essi e da questi .

Interessante il fondale che cambia colore in base ai ricordi e immagini evocative di stati d’animo comunicati

LEA GAROFALO è una storia che fa vibrare la pelle e scuotere l’anima, e che permette al regista, ma anche al suo pubblico, di “attraversare il dolore e capovolgerlo”.

Info Prevendite 3482979189

LEA UNA VITA PER LA LIBERTA’
Teatro Italia Carovigno,Via Montegrappa 54
29 FEBBRAIO ORE 21.00
ingresso 7.00 euro Posto unico

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