Scioglimento del consiglio comunale: “Intervenga la magistratura”: l’opposizione attacca dopo lo scontro nel centrodestra

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«Siamo passati dal bene comune e dalla trasparenza alle “continue pressioni” e “agli interessi personali”. I cittadini di Carovigno non meritano tutto questo». Parla l’opposizione.

Mentre il centrodestra carovignese continua a litigare sulle cause che hanno portato alla fine anticipata della legislatura di Carmine Brandi, con le polemiche dai toni forti tra gli ormai ex alleati, ora sono i due consiglieri di opposizione Vincenzo Radisi e ad attaccare la vecchia maggioranza, ed a richiedere l’intervento della magistratura. «Quello che è accaduto pochi giorni fa all’amministrazione comunale di Carovigno e all’oramai ex sindaco Carmine Brandi è esattamente lo stesso film visto appena pochi mesi fa con la prima crisi amministrativa, ma solamente con un finale e un epilogo totalmente diverso. La cosa ancora più grave – attaccano Lanzilotti e Radisi- è che in queste ore la macchina del fango ha già preso il sopravvento e lo scambio di accuse pesantissime va già oltre l’iniziata campagna elettorale; quello a cui tutta la città sta assistendo merita la massima attenzione delle competenti  autorità. Siamo passati dal bene comune e dalla trasparenza alle “continue pressioni” e “agli interessi personali”».

Il riferimento è allo scambio di accuse pesanti tra Brandi ed i consiglieri di Noi Con l’Italia. «Vogliamo ricordare a noi stessi e a chi oggi sputa veleno, che fino a poche ore fa avete “governato” la città tutti insieme appassionatamente e che “ovviamente” eravate i migliori, i più trasparenti ed i più bravi amministratori locali della storia di questa comunità. Siamo diventati il fanalino di coda di tutta la provincia, la nostra unica speranza che questi pochi mesi che ci separano dall’elezione del nuovo sindaco e della nuova squadra di governo facciano riflettere seriamente i nostri concittadini». Comunità carovignese alla terza gestione commissariale negli ultimi cinque anni: l’esperienza di Carmine Brandi si è conclusa giovedì scorso, con le 11 firme depositate davanti al notaio, che hanno portato allo scioglimento del consiglio, espressione della vittoria del centrodestra nel ballottaggio del 31 maggio 2015.

«Per chi come noi, sin dall’estate 2015, ha svolto un ruolo di opposizione nel consesso consiliare non c’è nulla di nuovo. La nostra unica preoccupazione – spiegano Massimo Lanzilotti e Vincenzo Radisi– in questo momento è rivolta alla città con la certezza che i nostri concittadini meritano dei rappresentanti istituzionali di uno spessore decisamente diversa. Carovigno e i Carovignesi hanno bisogno di una nuova classe dirigente e noi siamo a disposizione di tutti coloro i quali credono che una Carovigno migliore si possa costruire, siamo e saremo al fianco di tutti coloro i quali sono convinti che Carovigno possa avere un futuro diverso».

Intanto, dopo la nomina di venerdì, con il verbale d’insediamento ed il primo approccio con gli uffici, da ieri mattina il commissario prefettizio Vito Onofrio Padovano, ha avviato la sua attività amministrativa, tra cui anche quelle riguardante la gestione dei servizi per l’estate 2018 a Torre Guaceto.

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